27 settembre 2021
Aggiornato 08:00
Non è una norma vincolante, ma un segnale importante per l'Ue

Sanzioni alla Russia, il Senato francese approva una riduzione graduale

Il Senato francese ha approvato a larga maggioranza una proposta di risoluzione che invita il governo francese a una riduzione graduale e parziale del regime di sanzioni contro la Russia

PARIGI - Il Senato francese ha approvato a larga maggioranza una proposta di risoluzione che invita il governo francese a una riduzione graduale e parziale del regime di sanzioni dell'Unione europea contro la Russia, per la crisi ucraina. Presentato da Yves Pozzo di Borgo (UC-IDU) e Simon Sutour (PS), la risoluzione è stata approvata con 301 voti favorevoli e 16 contrari.

Politica francese spaccata
La risoluzione non è vincolante per il governo, ma «va nella direzione giusta: le misure adottate dall'Unione europea sono controproducenti e penalizza l'economia francese», ha detto Pozzo di Borgo. Tuttavia ha provocato una spaccatura all'interno dell'Unione dei centristi francesi. Hervé Maurey (UDI-UC) che ha presentato invano una mozione per respingere la proposta, ha detto che questa risoluzione è «scandalosa». «L'adozione è un segnale politico molto negativo per il popolo ucraino, che ha espresso chiaramente il desiderio di riforma e il suo desiderio di Europa», ha detto. «Sono inorridito da questa risoluzione», ha dichiarato Claude Malhuret (repubblicani, LR), definendo Putin un «dittatore».

Avrà effetto?
Da capire quale sarà l'effetto in previsione del 28-29 giugno, quando è previsto il Consiglio Europeo sull'eventuale rinnovo delle sanzioni contro Mosca. Una data fatidica con la riunione dei capo di stato e di governo a Bruxelles, per decidere se prolungare o meno le sanzioni. Nonostante la quasi matematica certezza che le sanzioni verranno rinnovate, c'è infatti un'attesa positiva da parte di molti circoli di business contrari alle sanzioni.

La seconda via
Inoltre si è evidenziata in queste ultime settimane una seconda via nel rinnovo delle sanzioni, che potrebbe anche diventare più logica nel caso il malumore nei confronti delle sanzioni alla Russia prendesse corpo in Europa. Ossia un rinnovo a tre mesi e non a sei come sembrava naturale pensare.

Non sarà un rinnovo automatico
Intanto in sede europea, non ci sarà un rinnovo automatico delle misure, come in passato, e a porte chiuse qualcuno conta sul fatto che potrebbero esserci Paesi che si opporranno come la Slovacchia, l'Ungheria, l'Austria, Cipro. Da capire appunto il ruolo che avrà la Francia, ma anche Italia e Grecia, che nel caso di un cambio di rotta di Angela Merkel, sinora poco propensa a mutare politica, potrebbero fare fronte comune.

Alla riunione del 28-29 giugno parteciperà anche il premier italiano Matteo Renzi, che per quella data sarà reduce dal Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo, dove l'Italia è Paese ospite d'onore con un padiglione interamente dedicato, organizzato dall'Associazione Conoscere Eurasia. Il viaggio è in preparazione da diversi mesi, con un'alta partecipazione di imprese italiane. Notizia di maggio: nella capitale degli zar arriverà anche Jean-Claude Juncker, presidente della Commissione europea.

(con fonte AFP)

(Fonte Askanews)