22 febbraio 2020
Aggiornato 21:00
Giorno palestinese della Collera. Condanna di Abu Mazen e Israele

M.O., palestinesi incendiano la tomba di Giuseppe a Nablus

Decine di palestinesi hanno dato fuoco prima dell'alba alla tomba di Giuseppe, luogo sacro venerato dagli ebrei a Nablus, nel Nord della Cisgiordania occupata

ROMA - Decine di palestinesi hanno dato fuoco prima dell'alba alla tomba di Giuseppe, luogo sacro venerato dagli ebrei a Nablus, nel Nord della Cisgiordania occupata. L'incendio è divampato dopo il lancio di Molotov sul sito, meta di pellegrinaggio e già fonte di grande tensione tra israeliani e palestinesi in passato. L'attacco, compiuto in occasione della Giornata della Collera proclamata dai gruppi palestinesi di Gaza, ha causato ingenti danni - ha riferito la polizia - e rischia di aggravare ulteriormente la crisi in corso da oltre due settimane, che fa temere l'esplosione di una nuova Intifada.

Tensione alle stelle
«Incendiare la tomba di Giuseppe è un tentativo pericoloso di esacerbare tensioni già forti. I responsabili politici devono collaborare per abbassare la temperatura», ha commentato l'inviato dell'Onu per il Medio Oriente, Nickolay Mladenov. Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite intanto terrà stamani a New York una riunione d'urgenza sulla situazione a Gerusalemme e nei territori palestinesi, su richiesta della Giordania. Dal primo ottobre nella Cisgiordania occupata e a Gerusalemme Est si susseguono violenze e accoltellamenti. Almeno 32 persone sono morte e un migliaio sono rimaste ferite dall'inizio degli scontri.

La condanna di Abu Mazen
Il presidente palestinese Abu Mazen ha condannato l'attacco di oggi, definendolo «un atto irresponsabile», ed ha ordinato la creazione immediata di una commissione d'inchiesta. Il leader dell'Anp si è poi impegnato a far ripare i danni causati da questo «gesto deplorevole», ha riferito l'agenzia ufficiale Wafa. Una condanna delle violenze che va nella direzione auspicata dal segretario di Stato Usa, John Kerry, che questa mattina aveva ricordato alla radio come Abu Mazen si fosse «impegnato alla non violenza». «Deve condannare questa cosa, ad alta voce e con chiarezza. E non deve impegnarsi in alcuna affermazione che possa essere interpretata come un incoraggiamento. Questo deve finire», aveva aggiunto.

La dura reazione di Israele
Molto dura anche la reazione di Israele. L'esercito «considera seriamente questo evento, lavorerà per trovare ed arrestare i responsabili e condanna fermamente ogni attacco a luoghi sacri», ha fatto sapere Tsahal, secondo quanto si legge sul quotidiano Haaretz. Il ministro per l'Agricoltura, Uri Ariel, ha spiegato che l'incendio è «il risultato dell'incitamento palestinese» alla violenza, mentre l'attuale presidente di Yisrael Beiteinu, Avigdor Lieberman, ha detto che «appiccare il fuoco alla tomba (di Giuseppe) prova che il comportamento dell'Autorità palestinese non è differente da quello dell'Isis». «Giovani palestinesi impugnano machete e coltelli per uccidere gli ebrei e adesso danno fuoco a luoghi sacri e storici, proprio come fanno i membri dell'Isis», ha commentato.

Venerdì della rivoluzione
I gruppi palestinesi avevano lanciato ieri un appello a un «venerdì della rivoluzione» in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza, dopo la preghiera musulmana di oggi. Agenti di polizia e guardie di frontiera sono stati dispiegati in massa a Gerusalemme, dove sono arrivati anche 300 soldati. La situazione, alla Spianata delle Moschee, al momento sembra però tranquilla.

Una tomba sacra
Per gli ebrei, la tomba attaccata a Nablus contiene le spoglie di Giuseppe, uno dei dodici figli di Giacobbe, mentre per i palestinesi ospita i resti di uno sceicco locale. Questo sito sacro è venerato anche da musulmani, cristiani e samaritani. Secondo gli accordi di Oslo sull'autonomia palestinese (1993), il sito doveva restare sotto controllo israeliano. Ma Tsahal lo ha lasciato nell'ottobre 2000, poco dopo l'inizio della seconda Intifada. Parzialmente distrutta dai palestinesi, la tomba è stata restaurata e trasformata in moschea. Dal 2007, grazie a un accordo di cooperazione sulla sicurezza con l'Autorità palestinese, l'esercito israeliano autorizza dei pellegrinaggi notturni una volta al mese.

(Con fonte Askanews)