24 maggio 2022
Aggiornato 14:00
Il Presidente americano dislocherà armi nucleari in Germania

La nuova Guerra Fredda è già qui. Perché Obama usa la Germania come base nucleare

Dopo la decisione americana di posizionare venti bombe atomiche nella base aeronautica di Büchel, in Renania-Palatinato, la Russia si prepara a reagire. Mentre prima Putin non era né una minaccia né una priorità, ora fa davvero paura

Il Presidente americano, Barack Obama
Il Presidente americano, Barack Obama Foto: ANSA

WASHINGTON - Per Kerry non è ancora affatto chiaro lo sforzo russo in Siria, anche se Putin ha rassicurato sul fatto che i «movimenti» in quell'area servono solo per una questione di sicurezza. Fino a qualche giorno fa Washington e Mosca sembravano andare quasi a braccetto dritti contro l'obiettivo comune: sconfiggere l'Isis e intervenire nella guerra civile siriana in un qualche modo sensato, cavalcando ciascuno i propri interessi. Vicini ma lontani, insomma. La luna di miele, ammesso sia mai davvero iniziata, adesso però è finita. Aria di Guerra Fredda all'orizzonte, pare: Obama ha infatti deciso di dislocare venti bombe atomiche tipo B61-12 nella base aeronautica di Büchel, in Renania-Palatinato, Germania.

20 nuove bombe nucleari made in Usa

La notizia arriva fresca fresca dai microfoni della «Zdf» da Thomas Hitschler del partito socialdemocratico. Il ministero della Difesa di Berlino ha rifiutato di commentare, mentre un portavoce del Pentagono ha detto che gli Usa non ritengono di violare i trattati sulle armi nucleari. A confermare il piano del governo per finanziare il dislocamento delle bombe atomiche americane è stato però anche l'ex sottosegretario di Stato parlamentare Willy Wimmer: «Questa è un’azione consapevole che mira a sfidare il nostro vicino russo» ha detto molto candidamente. Secondo gli esperti tedeschi, dai tempi della Guerra Fredda sono dalle 10 alle 20 le testate nucleari statunitensi attualmente disclocate presso la base aerea nei pressi di Büchel. Le venti nuove bombe B61 hanno un potere distruttivo complessivo pari ad 80 volte la bomba sganciata su Hiroshima. L'operazione costerà a Frau Merkel la bellezza di 112 milioni di euro.

La Russia reagirà

Putin non l'ha presa benissimo e la risposta russa non si è fatta attendere: «La decisione degli Stati Uniti sconvolge l'equilibrio strategico delle forze armate in Europa», ha detto Dmitry Peskov, portavoce della presidenza russa. «Questo è un altro passo, purtroppo molto grave, verso l'accrescimento della tensione sul continente europeo. Ogni espansione di un'organizzazione come la Nato in direzione dei nostri confini renderà indispensabile delle nostre contromisure per garantire la sicurezza nazionale». Fonti militari dicono che la Russia potrebbe posizionare missili balistici tattici Iskander a Kalinigrad, l'ex città prussiana di Konisberg annessa alla Russia dopo la Seconda Guerra Mondiale e separata dal resto del territorio russo, un'enclave di 15mila chilometri quadrati sul Mar Baltico al confine con Lituania e Polonia. Putin potrebbe anche sfruttare altre vie dell'Europa dell'Est e, perché no, persino Cipro, dove peraltro è già riuscito ad ottenere la costruzione di una base militare.

Piani USA aggiornati per la prima volta dopo il crollo dell'URSS

Ciò su cui vale la pena soffermarsi è che oggi, per la prima volta dopo il crollo dell'Unione Sovietica, il Dipartimento della Difesa statunitense sta rivedendo e aggiornando i piani di emergenza per un conflitto armato con la Russia. «L'invasione russa dell'Ucraina orientale ha fatto sì che gli Stati Uniti rispolverassero i loro piani di emergenza, ormai piuttosto 'fuori moda'», ha detto Michèle Flournoy, ex sottosegretario alla Difesa per la politica e co-fondatore del Centro per una nuova sicurezza americana. I nuovi piani hanno due linee di sviluppo. Ci si concentra su ciò che gli Stati Uniti potrebbero fare come parte della NATO qualora la Russia dovesse attaccare uno dei paesi membri. L'altra variante considera l'azione americana al di fuori dell'ombrello NATO. Entrambe le versioni si concentrano su possibili incursioni russe nei paesi baltici, uno scenario visto come il fronte più probabile per un'eventuale aggressione russa. Ciò che è certo è che la guerra del futuro non sarà più una guerra tradizionale, ma qualcosa di ibrido già sperimentato da Putin in Crimea e Ucraina orientale, qualcosa che ha anche a che vedere con la guerra cibernetica.

Prima amici poi di nuovo nemici

Dopo l'implosione dell'URSS Mosca si è avvicinata sempre di più alla NATO. Dopo il conflitto con la vicina Georgia nel 2008, la NATO ha leggermente modificato i suoi piani nei confronti della Russia, cosa che invece non aveva fatto il Pentagono. Il futuro della Russia sembrava andare nel senso di una sempre maggiore integrazione con l'Occidente. Anche per Obama Mosca non rappresentava né un pericolo né una priorità. Ora è diverso: il Pentagono sta cominciando a valutare possibili scenari di guerra ibridi, e anche uno nucleare. Qualcuno pensa che la Russia sia solo una distrazione dalla vera minaccia, la Cina, altri sono convinti che la pianificazione di un intervento contro la Russia sia, alla fine, nient'altro che ciò che Putin ha sempre voluto. Sta di fatto, comunque, che qualcosa bolle in pentola e per gli Usa si tratta di un allontanamento significativo dalla politica di difesa post-Guerra Fredda. «L'ulteriore sviluppo in Siria dipende da cosa vuole Putin», ha detto Mikhail Barabanov di «Mosca Difesa Brief», che legge il rafforzamento militare di Mosca in Siria come una dimostrazione di forza volta a raggiungere una qualche intesa con gli Stati Uniti su una serie di questioni. «La sua tattica sta pagando: gli Stati Uniti sono stati costretti ad avviare negoziati e consultazioni con la Russia sulla Siria».