8 dicembre 2019
Aggiornato 14:00

Crisi mediorientale, Netanyahu oggi a Londra

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, sotto pressione europea a causa del proseguimento della colonizzazione e dello stallo del processo di pace, sarà oggi in Gran Bretagna per un incontro con l'omologo David Cameron

GERUSALEMME - Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, sotto pressione europea a causa del proseguimento della colonizzazione e dello stallo del processo di pace, sarà oggi in Gran Bretagna per un incontro con l'omologo David Cameron.

Petizione online
Per la sua prima visita in Gran Bretagna dai funerali della 'Lady di Ferro' Margaret Thatcher, nel 2013, il capo del governo dello stato ebraico è stato il soggetto di una petizione online sul sito del parlamento britannico che reclamava il suo arresto per «crimini di guerra», in particolare nel conflitto a Gaza.

Capi di stato non perseguibili
Avendo la sottoscrizione raggiunto le 100mila firme, il governo ha dovuto rispondere ufficialmente: i capi di stato in visita ufficiale non sono perseguibili, ha ricordato Downing Street. Netanyahu sarà in in Gran Bretagna fino a venerdì. Il suo ufficio ha annunciato che avrà un colloquio con Cameron, ma non ha voluto precisare l'ordine del giorno di questo incontro che arriva mentre il governo di Israele deve fronteggiare dossier scottanti. Sedici Paesi europei, tra i quali la Gran Bretagna, hanno avanzato la richiesta di imporre un'etichettatura ai prodotti realizzati nelle colonie israeliane e lo Stato ebraico continua a dare battaglia contro l'accordo concluso il 14 luglio sul programma nucleare iraniano tra Teheran e le grandi potenze, tra cui proprio Londra che ha riaperto lo scorso mese la sua ambasciata a Teheran.

Lotta all'Isis e nucleare iraniano sul tavolo
I due leader potrebbero inoltre scambiarsi notizie di intelligence sullo Stato Islamico e le milizie jihadiste che raggiungono o lasciano il Medio Oriente, hanno ipotizzato gli esperti. Un responsabile israeliano si è limitato a dire che questioni regionali e bilaterali saranno discusse e che l'incontro mira a «rafforzare una relazione già molto buona». Subito dopo la firma dell'intesa con l'Iran, il segretario di stato britannico agli Affari esteri, Philip Hammond, si è recato in Israele. Ma questo tentativo di rassicurare lo Stato ebraico era invece terminato con aperti contrasti tra i due. Perchè se le grandi potenze si sono rallegrate di questo accordo, per Netanyahu non impedirà all'Iran di dotarsi della bomba atomica e la revoca delle sanzioni gli permetterà di rafforzare l'aiuto ai movimenti che sostiene nella regione, come Hezbollah in Libano o la Jihad Islamica nei Territori palestinesi. L'altro grande argomento che dovrebbe dominare l'ordine del giorno, è la colonizzazione israealiana, illegale agli occhi della comunità internazionale. Ad aprile, sedici dei ventotto ministri degli Esteri dell'Unione Europea, tra cui Hammond, hanno reclamato un'etichettatura chiara dei prodotti provenienti dalle colonie della Cisgiordania, Gerusalemme Est e delle Alture del Golan, occupate da Israele dal 1967. Durante la campagna elettorale di marzo, Netanyahu aveva provocato l'ira di diverse capitali affermando di voler proseguire la colonizzazione e impegnarsi durante il suo mandato a respingere ogni ipotesi di stato palestinese, posizione su cui è in parte ritornato successivamente. Netanyahu, probabilmente preoccupato dell'«erosione graduale della posizione di Israele nel mondo», vede in Cameron «uno dei volti più amichevoli nei confronti di Israele», ha giudicato Yossi Mekelberg della Regent's University di Londra. (fonte askanews)