17 novembre 2019
Aggiornato 19:30
Sull'orlo di un nuovo conflitto armato

Crisi coreana: trovata intesa tra Seul e Pyongyang

La crisi delle ultime ore aveva fatto temere il peggio. Come d'accordo, la Corea del Sud ha spento gli altoparlanti che alla frontiera con il Nord trasmettevano incessantemente messaggi di propaganda.

SEOUL (askanews) - La Corea del Nord e la Corea del Sud hanno concluso i loro negoziati con un accordo finalizzato a disinnescare una crisi che aveva spinto i due Paesi rivali sull'orlo di un conflitto armato.

Accordo raggiunto
Il capo negoziatore di Seoul, il consigliere per la sicurezza nazionale Kim Kwan-Jin, ha reso noto che Pyongyang ha accettato la richiesta chiave di esprimere "rammarico" per le recenti esplosioni di mine alla frontiera che hanno mutilato due soldati sudcoreani. Come contropartita, la Corea del Sud ha accettato una sospensione condizionata delle trasmissioni di propaganda in Corea del Nord tramite gli altoparlanti. Le due parti hanno inoltre accettato di lavorare verso una ripresa, il mese prossimo, delle riunioni per le famiglie separate dalla guerra coreana del 1950-53, ha detto Kim ai giornalisti.

Il saluto di Ban Ki-moon
I colloqui andavano avanti da sabato nel villaggio di frontiera di Panmunjom, dove fu firmato il cessate-il-fuoco della guerra del 1950-1953, e si sono conclusi poco prima delle 14. Il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, ha salutato l'accordo trovato tra Corea del Nord e Corea del Sud destinato a disinnescare le tensioni che hanno quasi fatto precipitare nel conflitto armato la penisola: «Accolgo con grande favore la notizia di un accordo tra la Corea del Sud e la Corea del Nord», ha indicato il segretario generale dell'Onu in una nota. Ha inoltre auspicato che la prospettiva di riunioni regolari tra i due vicini «consenta di risolvere efficacemente i problemi che possono sopraggiungere nella penisola coreana». Ban Ki-moon è particolarmente preoccupato per le relazioni tra i due Paesi: è stato ministro degli Esteri della Corea del Sud tra il 2004 e il 2006. Aveva rivolto un appello alle due parti alla calma, chiesto misure umanitarie e che fossero prese iniziative a favore della riunione delle famiglie separate.

Cos'era accaduto
Come d'accordo, la Corea del Sud ha spento gli altoparlanti che alla frontiera con il Nord trasmettevano incessantemente messaggi di propaganda, dopo l'intesa raggiunta in nottata con Pyongyang per fermare l'escalation di tensioni che rischiava di scatenare un conflitto armato. Le colossali file di altoparlanti, rimaste silenziose per oltre un decennio, hanno ricominciato a trasmettere due settimane fa, dopo che Seoul ha accusato Pyongyang dell'esplosione di una mina antiuomo che ha mutilato due soldati sudcoreani di guardia al confine. Il Sud ha chiesto delle scuse, il Nord ha negato qualunque coinvolgimento e ha minacciato di attaccare le unità di propaganda, mentre le tensioni militari al confine sono aumentate. Ormai sull'orlo del conflitto, le due parti hanno raggiunto un accordo per porre fine alla crisi, al termine di 40 ore di negoziati serrati.

Le due Coree sono in guerra da 65 anni
La Corea del Nord si è detta «dispiaciuta» dello scoppio della mina e la Corea del Sud ha spento gli altoparlanti a mezzogiorno (le 2,30 di stanotte in Italia). Il ministero della Difesa sudcoreano ha detto che l'esercito resta in massima allerta finchè sarà confermato che le truppe nordcoreane non rinunceranno al loro «stato di semi-guerra» ordinato dal leader Kim Jong-Un. «Il nostro lato ha interrotto le trasmissioni ma restiamo in allerta mentre monitoriamo i movimenti delle truppe nordcoreane» ha detto un portavoce del ministero. «Ci vorrà tempo perchè si ritirino». Tecnicamente le due Coree sono in guerra da 65 anni, da quando la guerra di Corea del 1950-53 si chiuse con una tregua mai ratificata da un trattato di pace.