15 novembre 2019
Aggiornato 18:00
Crisi ucraina

A Donetsk bombardati ospedali e scuole, Kiev accusa: Mosca ha inviato 700 militari

«Questa mattina due gruppi di forze armate della Federazione russa hanno superato la frontiera» ha detto un portavoce dell'esercito ucraino, Andry Lysenko, precisando che ciascun gruppo contava «fra i 300 e i 350 soldati». Alcuni colpi di artiglieria sono caduti su una struttura sanitaria e su un'università al centro della città nell'est del Paese, controllata dai separatisti filo-russi

KIEV – Il governo ucraino ha accusato Mosca di aver inviato circa 700 soldati sul suo territorio, per dare man forte ai separatisti filo-russi nell'est del Paese. «Questa mattina due gruppi di forze armate della Federazione russa hanno superato la frontiera» ha detto un portavoce militare ucraino, Andry Lysenko, precisando che ciascun gruppo contava «fra i 300 e i 350 soldati».

CONTINUANO BOMBARDAMENTI SU DONETSK - Nel frattempo alcuni colpi di artiglieria sono caduti su un ospedale al centro di Donetsk, città nelle mani delle milizie ribelli, come hanno riferito alcuni testimoni. Il bombardamento avrebbe causato sei feriti, cinque pazienti e un medico, secondo quanto affermato dal governo della repubblica separatista di Donetsk. Inoltre sarebbe stata bombardata anche l'università cittadina, che si trova di rimpetto alla struttura sanitaria. «Dei razzi sono piombati dalle finestre. Gli studenti erano usciti dall'aula appena quindici minuti prima. Immaginate cosa sarebbe successo se fossero stati ancora all'interno?», ha raccontato Larissa Poliakova, responsabile del ministero separatista dell'università. «Non ci sono obiettivi strategici, nessuna installazione militare. Non capisco perché sparano qui. Non ci sono che università, un ospedale, negozi.... Siamo ben lontani dal teatro di guerra», ha aggiunto.

ALLARME DELL'ONU - La città è stata teatro in questi giorni di scontri violenti fra l'esercito di Kiev e i miliziani separatisti, che avevano tentato di prendere il controllo dell'aeroporto cittadino. Da giovedì scorso, quando sono riprese le ostilità nell'area, sono morte almeno 23 persone, di cui 13 soldati ucraini. La città è stata bombardata con colpi di mortaio e l'esercito ucraino ha schierato carri armati sul fronte. A riguardo, il segretario generale delle Nazioni unite Ban Ki-moon ha detto di essere «allarmato per la grave escalation dei combattimenti», perché si rischia di vanificare in toto il fragile accordo per il cessate-il-fuoco, raggiunto a Minsk il 5 settembre scorso. Il Consiglio di sicurezza dell'Onu è chiamato a discutere il peggioramento della situazione in Ucraina in una riunione mercoledì richiesta dalla Lituania. Il governo di Vilnius infatti più volte ha espresso preoccupazioni riguardo la crisi ucraina, non celando il timore di poter essere invaso da parte di Mosca.

PUTIN CHIEDE RITIRO ARMI PESANTI, SEPARATISTI ACCETTANO - Mosca dal canto suo si è detta estremamente preoccupata per l'intensificazione degli scontri nell'Est dell'Ucraina. Il presidente russo Vladimir Putin ha scritto una lettera al suo omologo ucraino Petro Poroshenko proponendo il ritiro delle armi pesanti dalla linea del fronte. «Siamo estremamente preoccupati per lo sviluppo della situazione. I bombardamenti sono ripresi nei quartieri residenziali di Donetsk e i civili muoiono nuovamente», ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov. Dal canto loro i separatisti delle Repubbliche Popolari di Donetsk e Lugansk hanno presentato un calendario per il disarmo unilaterale. Le due autoproclamate repubbliche hanno accettato di ritirare le loro armi pesanti. Il ministero degli esteri russo ha sottolineato come questa mossa permetterà di «eliminare il rischio di ripresa del conflitto armato» e consentirà di «creare le condizioni favorevoli per l'attuazione delle altre disposizioni degli accordi di Minsk». Poroshenko invece ha posto la sua firma alla legge per il richiamo alle armi dei riservisti ucraini, varata dal Parlamento di Kiev il 15 gennaio scorso. Torneranno a vestire la divisa almeno 40mila uomini, nelle fila dell'esercito regolare e della Guardia Nazionale.

MOGHERINI CHIEDE PIÙ DIALOGO CON MOSCA - Intanto sul fronte diplomatico l'Alto rappresentante Ue per la Politica estera e di Sicurezza, Federica Mogherini, ha chiesto a tutti gli Stati membri dell'Unione europea di tornare a dialogare con la Russia, alla luce di preoccupazioni condivise, ad esempio sull'Isis e la Siria. Nel testo, Mogherini ha proposto di considerare «possibili elementi per un selettivo e graduale re-ingaggio» con Mosca, cercando di promuovere «un approccio proattivo» dei Ventotto, anche se Mosca continuerà a impegnarsi in «pressioni, intimidazioni, manipolazioni e propaganda» nei prossimi mesi. L'Alto rappresentante inoltre ha spiegato che ogni iniziativa a livello comunitario dovrebbe essere «legata alla piena attuazione degli accordi di Minsk», così come alla «buona volontà» della Russia di rispettare le intese commerciali tra Ue ed Ucraina e quelle sulle forniture di gas russo a Kiev. Infine Mogherini ha proposto di fare una distinzione tra le sanzioni, soprattutto contro individui e aziende, imposte a marzo, «dove nessun cambiamento è previsto a breve termine», e quelle imposte a giugno alle industrie russe. L'Ue «dovrebbe essere pronta a ridurre» queste ultime «non appena la Russia implementerà gli accordi di Minsk», ha scritto la diplomatica. In precedenza, il 15 gennaio, il Parlamento europeo aveva approvato una mozione molto dura nei confronti del governo russo, dove si chiedeva di estendere le sanzioni anche nel settore energetico, nonché di limitare la capacità delle imprese russe di condurre transazioni finanziarie internazionali.