25 gennaio 2022
Aggiornato 08:00
Telefonata Merkel-Putin

La Cancelliera fa pressione sul gas

L'ufficio stampa del Cremlino ha reso noto che il presidente russo, Vladimir Putin e la cancelliera tedesca, Angela Merkel, durante una conversazione telefonica hanno discusso «l'importanza del raggiungimento di un accordo» sulle forniture di gas con l'Ucraina. Intanto, dopo l'incontro positivo di Milano, si attendono risposte concrete di dialogo tra Russia e Ucraina.

MOSCA - L'ufficio stampa del Cremlino ha reso noto che il presidente russo, Vladimir Putin e la cancelliera tedesca, Angela Merkel, durante una conversazione telefonica hanno discusso "l'importanza del raggiungimento di un accordo» sulle forniture di gas con l'Ucraina.

IN ATTESA DI RISULTATI CONCRETI - Sempre dall'ufficio stampa del Cremlino arriva la notizia che è stata «espressa la speranza che la prossima tornata di consultazioni trilaterali tra i rappresentanti dalla Russia, l'Ucraina e l'Unione europea il 29 ottobre a Bruxelles porterà risultati», si legge. Per ora tuttavia, nonostante una base di dialogo avviata al vertice euro-asiatico Asem del 17 ottobre a Milano, l'ultimo incontro a Bruxelles non ha portato i risultati sperati.

IL FUTURO DEL CONFLITTO DIPENDE ANCHE DALLE PRESIDENZIALI UCRAINE - Intanto manca ormai poco alle elezioni presidenziali in Ucraina e, probabilmente, le sorti del conflitto dipenderanno anche questo. Mikhail Pogrebinski, direttore del Centro Studi Politici del Conflitti di Kiev afferma che tutto, o comunque molto, dipende da come andranno le elezioni per il presidente Petro Poroshenko. La soluzione per il Sud-Est dell'Ucraina? «L'autononia». Tuttavia, per la questione calda del gas, Russia e Ucraina troveranno un accordo «per non finire sotto zero quest'inverno». Pogrebinski sintetizza, poi, i tre punti cruciali sul tavolo alla vigilia delle legislative di domenica in Ucraina.

LE SORTI DI POROSHENKO - Pogrebinski spiega a Askanews a margine della riunione annuale del Valdai Club, a Sochi che «la cosa davvero importante è se Poroshenko avrà una maggioranza che gli permetterà di manovrare dipende se otterrà abbastanza voti per una maggioranza autonoma, o se riuscirà in alternativa a formare una coalizione, ad esempio con il partito Ucraina Forte di Tigipko (un centrista che era nella squadra del presidente Yanukovich, ndr) : in questo caso avrà vinto, perché questo partito non ha davvero una sua politica, più o meno segue la linea, quindi avrà margine di manovra, potrà parlare con il Cremlino, con i separatisti. Insomma, questo è lo scenario positivo».

SE POROSHENKO PERDE, ENTRANO GLI USA - Un possibile quadro decisamente meno propizio alla normalizzazione, invece, per Pogrebinski sarebbe «se Poroshenko non ottiene una maggioranza autosufficiente, se non passa Tigipko e dovrà ricorrere a una coalizione con (il Fronte Popolare del premier) Yatsenyuk. Allora ci sarà una maggiore influenza americana sui negoziati , nel senso che potranno porre le loro condizioni, perché Yatsenyuk sarà l'anello di collegamento».