5 dicembre 2020
Aggiornato 22:30
Crisi ucraina

Mogherini: «Entro venerdì» nuove sanzioni europee alla Russia

Per il ministro degli Esteri il partenariato con Mosca «è finito, chiaramente, ed è una conseguenza delle scelte russe. E sebbene sia nel nostro interesse immaginare che si possa lavorare a ristabilirlo, questa non è la situazione in cui siamo ora».

BRUXELLES - Le nuove sanzioni economiche dell'Ue contro la Russia per il suo ruolo nella crisi Ucraina saranno preparate nei prossimi giorni dal Coreper (il comitato tecnico dei rappresentanti permanenti degli Stati membri che prepara le riunioni del Consiglio) e adottate «entro venerdì». Lo ha detto oggi a Bruxelles il ministro degli Esteri, Federica Mogherini, durante la sua audizione nella commissione Affari esteri del Parlamento europeo, in cui ha presentato le priorità del semestre di presidenza italiana dell'Ue. «Domani la Commissione europea presenterà la lista delle nuove sanzioni al Coreper, che si riunirà anche giovedì» per discuterne e per consentirne l'approvazione il giorno dopo, ha riferito Mogherini.

I SETTORI DELLE SANZIONI - Anche se il ministro italiano non presiede ancora il Consiglio Affari esteri (fino al 30 ottobre continuerà a farlo Catherine Ashton, come Alto rappresentante per la Pesc in carica), la presidenza semestrale italiana guida comunque il Coreper, e ha dunque la responsabilità di finalizzare il lavoro tecnico per il varo delle nuove sanzioni, secondo quanto prevede il paragrafo 12 delle conclusioni del Consiglio europeo di sabato scorso. Le nuove sanzioni, ha ricordato Mogherini, riguarderanno «il settore finanziario, il commercio di armi, le applicazioni tecnologiche». Verranno ridiscussi anche «i criteri per allargare la lista di persone e istituzioni colpite».

IN UCRAINA AGGRESSIONE RUSSA - Il ministro degli Esteri, che molti eurodeputati dei paesi dell'Est aspettavano al varco, pronti a denunciarne l'eventuale scarsa determinazione di fronte a Mosca, ha ripetuto più volte il termine «aggressione russa» per descrivere la situazione in Ucraina. E ha fatto proprie le parole pronunciate ieri dal presidente tedesco Jaochim Gauck, secondo il quale «con il conflitto in Ucraina la Russia ha messo fine, di fatto, al suo partenariato strategico con l'Ue».

RUSSIA NON E' PIÙ PARTNER - Per il ministro italiano si tratta di «una fotografia della situazione»: il partenariato con Mosca, ha osservato, «è finito, chiaramente, ed è una conseguenza delle scelte russe. E sebbene sia nel nostro interesse immaginare che si possa lavorare a ristabilirlo, questa non è la situazione in cui siamo ora, a causa delle decisioni russe». Perciò, se si potesse riscrivere il programma della presidenza di turno italiana dell'Ue, che era stato preparato prima degli ultimi eventi in Ucraina, ci sarebbe da cambiare la frase secondo cui «la Russia è un partner strategico dell'Unione europea»; oggi, ha osservato Mogherini, «è sempre un attore strategico nella regione, ma non più un partner».

SERVE SOLUZIONE POLITICA - Il ministro ha sottolineato che l'Ue è uscita dal Consiglio informale di Milano (e poi dal vertice Ue di sabato) «unita e parlando con una sola voce» sulla crisi ucraina. Mogherini ha insistito che «bisogna lavorare a una soluzione politica, perché non c'è soluzione militare» per la crisi ucraina. «E su questo siamo tutti d'accordo, forse non qui, ma nel Consiglio Ue», ha aggiunto, rispondendo ai mormorii di disapprovazione di alcuni eurodeputati dell'Est.

LE RICHIESTE DELL'UE - L'Ue punta a «un cessate il fuoco duraturo da entrambe le parti, uno stop all'ingresso di armi e personale militare, la liberazione degli ostaggi». E chiede, inoltre, «un accesso illimitato» all'area in cui è caduto l'aereo della Malaysian Airlines abbattuto. Non si tratta di un dettaglio: «Non è solo un dovere morale verso le vittime: quell'evento - ha ricordato Mogherini - ha dato una dimensione mondiale a questa crisi».

MUTUA ASSISTENZA NATO E' REALE - Ma, se le pressioni esercitate con le sanzioni devono servire alla soluzione politica, la risposta all'aggressione di Mosca deve essere comunque «dura». E in vista dell'imminente vertice Nato in Galles, il ministro ha osservato che «tutti i paesi dell'Alleanza che hanno una frontiera comune con la Russia devono sapere che l'articolo 5 (del Trattato del Nord Atlantico, che prevede mutua assistenza in caso di aggressione, ndr) non è solo sulla carta», ma significa misure concrete. «Ieri - ha riferito Mogherini - mi ha chiamato il ministro degli Esteri russo Lavrov, per farmi i complimenti per la mia nomina» ad Alto rappresentante per la Pesc: «Gli ho detto - ha concluso - che avremo tutto il tempo per discutere di tante questioni, a cominciare dall'aggressione russa all'Ucraina orientale».