29 marzo 2020
Aggiornato 20:30
La crisi irachena

Iraq, Obama tenta la carta Kerry

Il presidente degli Stati Uniti manderà il segretario di Stato John Kerry in missione diplomatica in Medio Oriente ed Europa dal 22 al 27 luglio. Clinton: «Nouri al Malik se ne deve andare». Intanto secondo il Pentagono l'Iran ha inviato un piccolo numero di agenti per aiutare il Governo sciita.

NEW YORK - Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama manderà il segretario di Stato John Kerry in missione diplomatica in Medio Oriente ed Europa dal 22 al 27 luglio. Lo riporta una nota del Dipartimento di Stato.
La mossa di Obama è una risposta alla crescente violenza settaria in Iraq, e si unisce alla decisione di mandare fino a 300 consiglieri militari a Baghdad. Ad Amman, capitale della Giordania, Kerry si consulterà col ministero degli Esteri, Nasser Judeh.
Dopodiché il segretario si sposterà in Belgio, a Bruxelles, per partecipare a un vertice Nato per discutere della preparazione del summit dell'Alleanza atlantica a settembre e della incalzante crisi in Ucraina. Sempre a proposito dell'emergenza in Iraq e Siria, a Parigi Kerry incontrerà alcuni alleati chiave dell'area del Golfo.
Obama, pur preoccupato per l'aggravarsi della guerra civile irachena, si è finora mostrato restio nei confronti di un possibile intervento militare degli Stati Uniti. «Alla fine dei conti, questo è un problema che dev'essere risolto dagli iracheni», aveva detto ieri dalla Casa Bianca.

Clinton: Al Malik deve andarsene - La situazione in Iraq non migliorerà neanche con un bombardamento americano, se prima il capo del governo, Nouri Al Malik, non darà segni di un cambiamento. Lo ha sostenuto Hillary Clinton in un'intervista rilasciata al canale americano Ndtv durante la presentazione del suo libro di memorie, «Hard Choices».
Il commento dell'ex segretario di Stato arriva a un giorno dall'annuncio del presidente Barack Obama che ha detto di voler mandare nel Paese 300 consulenti militari, lasciando una finestra aperta a un intervento militare aereo su obiettivi mirati.
Secondo Clinton, Maliki è un leader settario che rappresenta solo una piccola parte della popolazione irachena.
Clinton ha anche ricordato che il primo ministro è stato più volte arrogante nei confronti degli americani e che è stato contento quando «le nostre truppe hanno lasciato il suo Paese».
Poi il possibile candidato democratico alla presidenza degli Stati Uniti ha concluso: «Il primo ministro deve prima mostrarsi pronto ad includere anche la popolazione sunnita dell'Iraq» all'interno del governo.

Pentagono: L'Iran ha inviato agenti per aiutrare il Governo sciita - L'Iran ha inviato un «piccolo numero di agenti» in Iraq per aiutare il governo sciita di Nouri al Maliki a respingere l'offensiva dei jihadisti sunniti. Lo ha affermato oggi il Pentagono.
«Ci sono alcuni agenti rivoluzionari iraniani in Iraq ma non ho alcuna indicazione di forze di terra o grandi unità», ha detto il portavoce del Pentagono, John Kirby, facendo riferimento alle forze al Quds di Teheran, il corpo speciale dei Guardiani della rivoluzione.

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