18 settembre 2021
Aggiornato 14:30
La crisi irachena

Rohani: «USA e Iran uniti nella lotta ai terroristi sunniti»

Il Presidente iraniano: «Se vediamo che gli Stati Uniti agiscono contro i gruppi terroristi, allora penseremo» a una cooperazione. Il Ministro degli Esteri Mogherini: «E' una situazione molto complessa, che però si poteva in qualche modo veder arrivare negli anni scorsi nei mesi scorsi. Non è un fulmine a ciel sereno»

TEHERAN - L'Iran non esclude una partecipazione con gli Stati Uniti se Washington deciderà di intervenire contro i jihadisti in Iraq: lo ha affermato il presidente iraniano Hassan Rohani.
«Se vediamo che gli Stati Uniti agiscono contro i gruppi terroristi, allora penseremo» a una cooperazione, ma «fino ad ora non abbiamo visto alcuna azione da parte loro», ha affermato Rohani, mentre il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha escluso l'invio di truppe contro l'avanzata dei fondamentalisti sunniti in Iraq.

MOGHERINI: NON È FULMINE A CIEL SERENO - Con i jihadisti che hanno conquistato una serie di città nel nord dell'Iraq e che puntano alla capitale Baghdad, mentre le milizie curde si sono prese Kirkuk, la situazione in Iraq non è delle più facili. «E' una situazione molto complessa, che però si poteva in qualche modo veder arrivare negli anni scorsi nei mesi scorsi. Non è un fulmine a ciel sereno»: lo ha affermato il ministro degli Esteri Federica Mogherini, intervistata da RaiNews24 a margine di un evento dedicato alle relazioni Italia-Usa a Venezia.
«Nelle ultime settimane, negli ultimi mesi, nonostante delle elezioni sostanzialmente democratiche, ci sono stati quasi ogni giorno attentati, scontri, ci sono città cadute in mano ad organizzazioni terroristiche già nei mesi scorsi», ha ricordato Mogherini, auspicando delle dinamiche interne al paese e regionali, ad esempio con l'Iran e i paesi del Golfo, per far fronte alla crisi.

GB STANZIA 3,7 MLN EURO PER AIUTI UMANITARI - La Gran Bretagna ha stanziato aiuti umanitari d'urgenza destinati alla popolazione civile irachena per 3,7 milioni di euro: lo ha reso noto il Ministero per la Cooperazione internazionale britannico.
Mercoledì scorso Londra - che ha di nuovo escluso qualsiasi coinvolgimento a livello militare - aveva inviato una squadra di esperti sul terreno per valutare le necessità della popolazione: una parte degli aiuti verrà versata direttamente a delle ong presenti nella regione per la fornitura di acqua potabile, medicinali di base e altri generi di prima necessità, mentre il resto andrà all'Alto Commissariato per i Rifugiati (Unhcr) epr l'assistenza e la sicurezza dei profughi.