23 luglio 2019
Aggiornato 11:30
La crisi ucraina

Kiev, 25 morti ma la protesta continua

Politici, religiosi, artisti, si sono succeduti nella notte sul palco di Maidan, malgrado le violenze. A tratti è stato intonato l'inno nazionale, in un evidente avvertimento al potere dalla variegata compagine dei manifestanti, accomunata da un obiettivo, quello di costringere il presidente Viktor Yanukovich ad andarsene

KIEV - Migliaia di manifestanti restano oggi mobilitati su Maidan Nezalezhnosti, la Piazza dell'Indipendenza che ieri si è trasformata in un tragico campo di battaglia tra fronte anti-Yanukovich e forze dell'ordine. E mentre i disordini sembrano estendersi ad altre città, in particolare Leopoli, il bilancio delle vittime a Kiev è salito a 25 morti, compresi nove agenti, secondo il ministero dell'Interno. Ma la protesta nel nome dell'avvicinamento all'Ue non è stata del tutto dispersa: politici, religiosi, artisti, si sono succeduti nella notte sul palco di Maidan, malgrado le violenze. A tratti è stato intonato l'inno nazionale, in un evidente avvertimento al potere dalla variegata compagine dei manifestanti, accomunata da un obiettivo, quello di costringere il presidente Viktor Yanukovich ad andarsene.

Prima dell'alba, le forze dell'ordine si sono posizionate tutto attorno alla spianata che nel 2004 fu epicentro della Rivoluzione Arancione, il primo tentativo di agganciare l'Ucraina all'Occidente condotto da Viktor Yushchenko e da Yulia Tymoshenko, oggi in carcere.

Sotto pressione da parte delle cancellerie occidentali, Yanukovich ha puntato il dito contro piani di golpe, ha detto che i manifestanti «hanno oltrepassato ogni limite» e ha promesso che i responsabili delle violenze saranno portati davanti alla giustizia. Le autorità sembrano però voler evitare di forzare ulteriore la mano. Nella capitale ucraina, malgrado i 25 morti, non è stato neppure dichiarato lo stato d'emergenza, anche se la metropolitana stamattina restava chiusa e il traffico in entrata a Kiev viene «limitato», per evitare «ulteriore escalation delle violenze».

I I timori di Yanukovich e alleati si concentrano su Leopoli, roccaforte della contestazione nell'Ovest dell'Ucraina, dove migliaia di manifestanti hanno preso d'assalto la sede dell'amministrazione regionale e della polizia, oltre ad edifici militari. L'agenzia Unian segnala che gli attivisti dell'opposizione controllano ora anche un deposito di armamenti.

Secondo Interfax, stamattina le forze speciali, Berkut, hanno bloccato un treno in arrivo da Leopoli: non sono state fornite spiegazioni, ma è chiaro il crescente legame tra la piazza in rivolta a Kiev e gli sviluppi nella città occidentale.