16 ottobre 2019
Aggiornato 02:00
La crisi siriana

Strage con gas nervino in Siria, verso riunione del consiglio dell'ONU

Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna hanno chiesto una riunione straordinaria del Consiglio di Sicurezza dell'Onu per discutere il presunto attacco con armi chimiche condotto dall'esercito siriano nella zona di Damasco: lo hanno reso noto fonti diplomatiche, precisando che la riunione dovrebbe tenersi nelle prossime ore a porte chiuse

NEW YORK - Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna hanno chiesto una riunione straordinaria del Consiglio di Sicurezza dell'Onu per discutere il presunto attacco con armi chimiche condotto dall'esercito siriano nella zona di Damasco: lo hanno reso noto fonti diplomatiche, precisando che la riunione dovrebbe tenersi nelle prossime ore a porte chiuse.

Anche l'Arabia Saudita aveva chiesto già alcune ore fa la convocazione immediata del Consiglio, dopo la condanna internazionale per la strage, che avrebbe provocato secondo l'opposizione siriana oltre 1.300 vittime.

Unica reazione discordante - ma pesante in sede di Consiglio di Sicurezza - al momento è quella della Russia, secondo cui la vicenda non è che una «provocazione pianificata in anticipo»: secondo Mosca «fonti dell'opposizione siriana avevano già affermato negli ultimi giorni che il regime stava usando armi chimiche, accuse che non sono state verificate» si legge in un comunicato del ministero degli Esteri russo, che denuncia «una campagna di informazione aggressiva» da parte di «mezzi di informazione regionali che agiscono per partito preso».

«La maggior parte delle vittime sta morendo soffocata, i cuori si stanno fermando, hanno gli occhi dilatati, difficoltà respiratorie, contrazioni muscolari, delirio. La maggior parte di loro sono paralizzati, non riescono a muoversi. Sfortunatamente, la maggior parte di loro sono donne e bambini»: questa la testimonianza raccolta via Skype dal Guardian di un attivista dell'opposizione siriana, Tariq, presente in un ospedale da campo ad al-Nashabia, nella zona della Ghouta Orientale. Secondo l'opposizione, il governo siriano avrebbe usato armi chimiche, uccidendo oltre 650 persone.

«L'ospedale è in condizioni pessime - ha aggiunto - non abbiamo molte attrezzature che potrebbero servirci a soccorrere i civili. Ci mancano strutture, specialisti, medici che possano curare questi civili. Non abbiamo tante medicine. I medici fanno quello che possono per salvare vite umane».

L'esercito siriano ha smentito in un comunicato diffuso dalla televisione di Stato di aver utilizzato armi chimiche nella zona di Damasco. «Le accuse sull'uso di armi chimiche da parte dell'esercito siriano a Damasco sono totalmente infondate: si tratta di un tentativo disperato dei terroristi e delle emittenti satellitari che li sostengono di nascondere le loro sconfitte sul terreno e riflettono lo stato di isteria e di sconforto in cui si trovano questi gruppi», dichiara il comunicato.

«L'esercito proseguirà nella sua missione nazionale affrontando il terrorismo in tutto il territorio siriano, per proteggere la patria da questi gruppi armati», conclude il documento.

L'opposizione siriana ha chiesto agli esperti delle Nazioni Unite che si trovano già in Siria di recarsi sul posto per verificare l'accaduto. L'Osservatorio siriano per i diritti umani ha sollecitato gli ispettori Onu a visitare i siti colpiti e a garantire aiuti medici. Posizione adottata anche dalla Lega araba che ha chiesto alle Nazioni Unite di inviare «immediatamente» i suoi ispettori, presenti in Siria, nella regione di Damasco.