5 aprile 2020
Aggiornato 04:00
La crisi siriana

I Ministri degli Esteri europei a Bruxelles, nuove sanzioni per Damasco

E su Libia e immigrazione il Ministro Terzi lavora per un fronte «comune». Nunzio: «Su Damasco cappa di piombo, attuare piano Annan»

BRUXELLES - Siria, Medio Oriente, Libia, Afghanistan, Myanmar, Ucraina, cooperazione allo sviluppo. Tanti i dossier di scottante attualità sul tavolo dei responsabili delle diplomazie dei Ventisette riuniti stamattina a Bruxelles per il cosiddetto Consiglio Affari Esteri (Cae). La questione libica, in particolare, è stata messa in agenda su richiesta italiana: la lotta all'immigrazione è «un interesse comune» come ha dichiarato il responsabile della Farnesina Giulio Terzi, intercettato dai microfoni di Sky Tg24 mentre arrivava al palazzo del consiglio.

Su Libia e immigrazione Terzi lavora per fronte comune - «L'interesse è comune - ha detto Terzi - e quando parliamo con la nuova Libia, sia con questo governo che con quello che verrà, il rapporto è di tipo partenariale». «Non intendiamo essere coloro che influiscono o che ricevono influenze indebite. Intendiamo lavorare insieme per il perseguimento di obiettivi comuni» ha proseguito il ministro, che nel fine settimana a Roma aveva ricevuto il collega libico Ashour Bin Khayal in vista delle elezioni del 19 giugno nel paese nordafricano.
Oltre al tentativo di concordare una posizione unitaria sul processo di transizione in Afghanistan - nella prospettiva a brevissimo termine del summit Nato di Chicago (20 e 21 maggio) - a impegnare i ministri degli Esteri Ue c'è oggi la volontà di convergere su un testo di «conclusioni» che riguardi il processo di pace israelo-palestinese, e la decisione di adottare un «nuovo pacchetto di sanzioni contro il regime siriano» come ha annunciato il consiglio in un comunicato.
In particolare, stando a fonti diplomatiche l'Ue avrebbe stabilito di congelare i beni di due società e tre individui considerati fonti di finanziamento del governo di Bashar al Assad. Sugli stessi soggetti (i cui nomi saranno pubblicati in seguito nella gazzetta ufficiale dell'Ue) peserà un divieto di spostamento per l'intero territorio dell'Unione Europea. Finora erano 126 le persone e 41 le società colpite da provvedimenti sanzionatori dei Ventisette. Fra le misure punitive nei confronti di Damasco figurano poi un embargo petrolifero e un altro sulla vendita di armi e materiale che possano in qualche modo essere strumentali alla repressione.

Nunzio: Su Damasco cappa di piombo, attuare piano Annan - «Purtroppo vediamo i villaggi siriani continuamente insanguinati e, purtroppo, come si sa, questo sangue chiama altro sangue. Quindi occorre rompere, ma decisamente, con l'aiuto della comunità internazionale, rompere questa spirale della violenza. Purtroppo questa carneficina ha gettato tutti nel dolore e nella costernazione, perché non si sa più cosa pensare. C'è veramente un'aria, una cappa di piombo che pesa su Damasco». Lo dichiara ai microfoni di Radio Vaticana il nunzio apostolico a Damasco, monsignor Mario Zenari, il giorno dopo l'ennesimo appello della Santa Sede.
«Vogliamo sperare che la comunità internazionale, anche dopo questo triste episodio, prenda ancora più decisamente in mano la situazione e appoggi quella che per il momento è la soluzione più opportuna: il piano di Kofi Annan», spiega il presule.
Monsignor Zenari afferma poi che si deve avere fiducia che la preghiera «possa toccare il cuore di tanta gente, di tanti persecutori dell'immagine di Cristo, perché ogni uomo porta in sé l'immagine di Dio. Quindi, che con quest'arma della preghiera, la comunità cristiana possa ottenere questa grazia del Signore: la conversione di coloro che trafficano armi, che hanno progetti di sterminio, di persecuzione e che possano sentire questa voce di Dio 'Perché mi perseguiti?' In fondo, ogni uomo, ogni donna, ogni bambino porta questa immagine di Dio, che deve essere rispettata al massimo».

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