27 maggio 2020
Aggiornato 18:00
Il programma nucleare iraniano

Aiea: Teheran può costruire la bomba in qualche mese

Anche gli scienziati russi hanno contribuito al programma iraniano. Lavrov: Un intervento contro l'Iran sarebbe un errore gravissimo. Parigi: Teheran deve abbandonare il suo programma nucleare. Intanto Amnesty chiede al regime «lo stop all'esecuzione di 15 prigionieri»

TEHERAN - L'Iran ha acquisito già le conoscenze, la tecnologia e le risorse per costruire la bomba atomica nel giro di qualche mese. Lo affermano esperti occidentali informati del rapporto sul programma nucleare iraniano che l'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) rilascerà questa settimana. Lo scrive il sito web del quotidiano israeliano Haaretz. Secondo gli esperti, gli iraniani sono stati aiutati da scienziati russi, pachistani e nordcoreani.
In particolare gli scienziati russi avrebbero aiutato i colleghi iraniani a costruire detonatori ad alta precisione del tipo di quelli utilizzati per innescare reazioni nucleari a catena, hanno detto gli esperti. L'Aiea dovrebbe rilasciare oggi, o al massimo mercoledì, secondo quanto riporta Haaretz, il suo ultimo rapporto sul programma nucleare iraniano, che conterrebbe prove inoppugnabili circa il fatto che Teheran ha continuato anche dopo il 2004 a svolgere attività finalizzate alla costruzione della bomba atomica. Il rapporto dell'agenzia Onu con sede a Vienna smentirebbe dunque quello diffuso nel 2007 dai servizi di intelligence Usa, secondo Teheran aveva interrotto il programma di sviluppo delle armi nucleari nel 2003.

Lavrov: Un intervento contro l'Iran sarebbe un errore gravissimo - Un intervento militare contro l'Iran sarebbe un «errore gravissimo». Lo ha detto stamane il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, all'indomani delle dichiarazioni del presidente israeliano Shimon Peres sull'eventualità di questo scenario.
«La nostra posizione su questo punto è ben nota: si tratterebbe di un gravissimo errore, dalle conseguenze imprevedibili», ha dichiarato Lavrov nel corso di un intervento ritrasmesso dalla televisione Russia 24. «un intervento militare non farebbe che aumentare il numero delle vittime e le sofferenze umane», ha dichiarato. «Qualsiasi conflitto deve essere risolto esclusivamente con gli strumenti approvati dalla comunità internazionale con la Carta delle Nazioni unite», ha sottolineato Lavrov.

Parigi: Teheran deve abbandonare il suo programma nucleare - La Francia ha chiesto all'Iran di abbandonare il suo programma nucleare. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri francese, Alain Juppé, alla vigilia della pubblicazione di una relazione su questo argomento da parte dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea).
«Riteniamo che l'Iran debba abbandonare il programma nucleare che sviluppa e che ha finalità molto probabilmente militari», ha dichiarato durante un breve incontro con la stampa. Secondo fonti diplomatiche occidentali, la nuova relazione dell'Aiea sostiene i sospetti sulle ambizioni militari del programma nucleare iraniano. Teheran ha sempre negato di volere acquisire l'arma atomica, assicurando che le sue ricerche non hanno che scopi civili in materia di energia. «Occorre fare di tutto per evitare tutto ciò che di irreparabile comporta un intervento militare», ha aggiunto il ministro francese.

Amnesty chiede a Teheran «stop all'esecuzione di 15 prigionieri» - Amnesty International ha chiesto alle autorità irachene di non procedere all'imminente esecuzione di 15 prigionieri le cui condanne a morte sono state ratificate dal presidente dell'Iraq il 2 novembre. Secondo quanto riportato dagli organi di stampa, l'ufficio di presidenza iracheno ha reso noto che i 15 sarebbero stati messi a morte dopo la celebrazione musulmana di Eid al-Adha del 6 novembre.
I 15 uomini, per l'accusa, appartengono a gruppi armati e sono stati condannati per aver ucciso decine di persone e stuprato donne e ragazze durante un matrimonio in un villaggio vicino al-Taji, a nord di Baghdad, nel giugno 2006.
Le condanne a morte sono state emesse il 16 giugno 2011 dal Tribunale penale centrale dell'Iraq, dopo che le «confessioni» di molti di loro erano state mostrate in tv, sul canale iracheno Al Iraqiya. Amnesty International teme che i 15 uomini non abbiano ricevuto un processo equo, in linea con gli standard internazionali, e che le confessioni televisive siano state ottenute con le minacce. Inoltre, 15 sarebbero stati detenuti in incommunicado per diverse settimane, senza poter incontrare avvocati e familiari.
In Iraq, molti imputati vengono condannati a morte sulla base di «confessioni» ottenute con la tortura, durante la fase che precede il processo, quando sono tenuti in isolamento senza poter accedere ad avvocati di loro scelta. Alcuni sono stati messi a morte sulla base di queste «confessioni».

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