27 luglio 2021
Aggiornato 06:30
Il regime comincia a vacillare

Il Egitto la protesta non si placa

L'uomo forte dei servizi segreti Suleiman vice presidente. E la famiglia di Mubarak fugge a Londra

ROMA- Non si placa la protesta in Egitto, dove da sei giorni migliaia di persone scendono in piazza per chiedere le dimissioni di Hosni Mubarak. Anche ieri una folla immensa si è radunata a piazza Tahrir, diventata il simbolo della protesta. Oltre 50.000 persone hanno deciso di sfidare di nuovo il coprifuoco, decretato dalle 16 alle 8 di stamattina nelle maggiori città egiziane. Finora il bilancio della rivolta, secondo fonti mediche, è di 85 morti da ieri e 92 da martedì, con diverse migliaia di feriti: ma la Tv panaraba Al Jazeera parla di oltre 100 morti. L'esercito continua a presidiare le strade senza attaccare i manifestanti, con cui finora ha fraternizzato: Al Jazeera ha invece riferito di saccheggi e violenze di squadracce in borghese in motocicletta, forse poliziotti in borghese del regime. La Farnesina ha comunicato che anche alcuni italiani in Egitto «hanno subito attacchi e saccheggi».

A nulla è valso finora l'annuncio di Mubarak sull'azzeramento del governo e sulla formazione di un nuovo esecutivo. L'uomo forte dei servizi segreti, Omar Suleiman, è stato nominato vice presidente, mentre l'ex capo di stato maggiore Ahmad Shafiq ha ricevuto l'incarico di formare il nuovo gabinetto.
Intanto, secondo quanto riferito da Al Jazeera Suzanne Mubarak, la moglie del presidente, ha lasciato il Paese ed è fuggita a Londra. Oltre alla first lady egiziana, la Tv ha riferito che avrebbero lasciato il paese anche i due figli di Mubarak, Gamal e Ala, che avrebbero già raggiunto al capitale inglese. Gamal, nei mesi scorsi, era stato indicato più volte come il probabile successore del padre alla presidenza dell'Egitto, circostanza messa adesso fortemente in dubbio dalle manifestazioni di protesta contro il capo dello Stato.

E la nomina di Suleiman alla carica di vice presidente, creata ad hoc dopo oltre 30 anni di regime, secondo alcuni analisti non sembra casuale. «E' il segnale che (Hosni) Mubarak si sta preparando forse a lasciare» il potere», ha detto a TM News Maria Cristina Paciello, esperta di Nord Africa per l'Istituto Affari Internazionali. «Suleiman era proprio il candidato successore», ha spiegato Paciello, «ha il sostegno del partito di regime, di una parte importante importante dei militari, e anche i Fratelli Musulmani potrebbero essere favorevoli a una soluzione di questo tipo».