25 maggio 2022
Aggiornato 02:00
Conti pubblici

L’Ue invita l’Italia a ridurre la spesa pubblica

La Commissione europea ha presentato le linee guida di bilancio per il prossimo anno. In primavera nessuna procedura d'infrazione, ma in autunno Bruxelles potrebbe rivalutare la situazione

Da sinistra a destra: Paolo Gentiloni e Valdis Dombrovskis
Da sinistra a destra: Paolo Gentiloni e Valdis Dombrovskis Foto: Unione Europea

BRUXELLES - La Commissione europea ha pubblicato oggi un'attesa comunicazione sugli orientamenti di politica di bilancio degli Stati membri per il 2023 molto al di sotto delle aspettative, probabilmente a causa della situazione di grande incertezza economica creatasi dopo l'attacco militare russo all'Ucraina.

Gli orientamenti, presentati a Bruxelles in conferenza stampa dal vicepresidente esecutivo della Commissione, Valdis Dombrovskis, e dal commissario Ue all'Economia Paolo Gentiloni, erano stati preannunciati nelle scorse settimane (prima dell'invasione dell'Ucraina) proprio da Gentiloni e Dombrovskis come una «comunicazione interpretativa» simile a quella che nel gennaio 2015 aveva introdotto più flessibilità nell'attuazione del Patto di Stabilità.

In particolare, si trattava di chiarire come la Commissione avrebbe applicato le regole di bilancio l'anno prossimo, nel periodo fra la disattivazione, alla fine di quest'anno, della clausola generale di sospensione del Patto di stabilità durante la pandemia, e l'attuazione dell'attesa riforma del Patto stesso, ancora da concordare, che entrerà in vigore non prima della fine del 2023.

Ma, come ha riconosciuto Dombrovskis, la guerra in Bielorussia ha cambiato le prospettive: «Siamo in un periodo di grande incertezza, dobbiamo monitorare di continuo la situazione economica. Siamo di fronte a una situazione totalmente nuova con la guerra sul suolo europeo».

«Questi orientamenti - ha continuato il vicepresidente della Commissione - hanno un certo valore per fornire dei punti fermi agli Stati membri, ma c'è meno chiarezza di quella che ci sarebbe stata se avessimo avuto una situazione politica ed economica stabile. C'è stata persino una discussione sull'opportunità di pubblicare la comunicazione. Ma d'altra parte - ha ricordato - anche all'inizio del 2020» quando è scoppiata la pandemia, «c'era molta incertezza; allora avevamo ritenuto che questo non comportava che non dovessimo più dare orientamenti e non potessimo coordinare più nulla. Decidemmo di dare comunque le linee guida, aggiustandole man mano che la situazione si evolveva, ed è andata bene. Perciò - ha concluso Dombrovskis - è importante che anche in questa situazione attuale forniamo alcuni orientamenti».

Il fatto nuovo, annunciato durante la conferenza stampa, è che l'indicazione della fine dell'anno per la disattivazione della clausola di sospensione verrà rivista «in primavera», sulle base delle previsioni economiche aggiornate della Commissione. Questo significa che la sospensione potrebbe essere prorogata se gli effetti economici della crisi russo-ucraina avranno davvero un impatto grave sull'economia, come per esempio se venissero bloccate tutte le importazioni di gas dalla Russia.

Altro annuncio, questo ampiamente scontata, è che non verrà applicata la regola della riduzione annuale di 1/20 del debito/Pil eccedente la soglia del 60%. «Questo fa parte dei nostri orientamenti di bilancio per il 2023», ha detto Dombrovskis.

Ma sui bilanci degli Stati membri nel 2023 alla fine è passata la linea di non sbilanciarsi per ora, vista la situazione. In sostanza, nella comunicazione non si dice nulla riguardo alle richieste che la Commissione rivolgerà agli Stati membri con deficit oltre il 3% del Pil, sui percorsi e i tempi di riduzione. Curiosamente, si annuncia invece che non verranno aperte procedure per deficit eccessivo nella primavera 2022, ciò che era ovvio visto che la clausola di sospensione è in vigore fino alla fine dell'anno.

Altro elemento nuovo atteso è quello della differenziazione fra i paesi con basso e con alto debito. Approfittando della ripresa in corso, questi ultimi dovranno cercare di costituire delle riserve di bilancio, cominciare a ridurre il debito (senza indicazione del ritmo) e ridurre la spesa corrente, tutto questo «in modo da rispettare la crescita», e «preservando e promuovendo gli investimenti di buona qualità», in particolare quelli per la doppia transizione ambientale e digitale. Nei paesi ad alto debito la spesa corrente dovrebbe crescere meno della «crescita potenziale» del Pil.

Gentiloni ha rilevato che la crescita economica sta subendo le conseguenze della guerra in Ucraina e delle sanzioni, e questo, ha avvertito «rallenterà la ripresa», ma, ha sottolineato «non la farà deragliare».

Parlando ai corrispondenti delle Tv italiane, dopo la conferenza stampa, il commissario ha spiegato che «la crescita sarà più debole, ma continuerà a svilupparsi nei nostri paesi. Per questo raccomandiamo oggi delle politiche di bilancio equilibrate. Non prendiamo decisioni relative alle procedure di debito eccessivo, non diamo raccomandazioni quantitative e raccomandiamo di mantenere una politica di bilancio equilibrate in cui la prudenza sulla spesa corrente si combini con il necessario sostegno agli investimenti».

Gentiloni ha poi ricordato che l'Ue non ha una grande esposizione finanziaria nei confronti della Russia, che è un grande paese ma «con un'economia grande circa la metà di quella italiana».

«Non stiamo parlando di un'economia con la quale c'è chissà quale livello di interscambio», ma, ha riconosciuto il commissario, c'è un punto rilevante: «Riguarda l'energia e la nostra dipendenza dal gas. Dobbiamo lavorare per ridurla e per far fronte assieme, come paesi Ue, alle conseguenze degli aumenti dei prezzi del gas e di eventuali difficoltà nelle forniture di gas».

«Questo è il punto essenziale, non perché non ce ne siano altri; ma il resto, le interconnessioni bancarie, l'impatto su alcune materie prime, sui costi del grano, sono questioni che si possono affrontare con minore difficoltà rispetto al punto relativo alle forniture del gas, che è il più delicato», ha concluso Gentiloni.

E proprio su questo, Dombrovskis ha fatto un altro annuncio: «Come risponderemo alla situazione in evoluzione sui mercati dell'energia e a ai rincari dei prezzi, e in che misura l'aggressione della Russia al Ucraina aggraverà ancora di più il problema, lo stiamo valutando e lo vedremo la prossima settimana», ha detto, rispondendo a una domanda in conferenza stampa. «Ci sarà una comunicazione della Commissione dedicata esattamente a questo, ma non possiamo anticiparla in questo momento», ha concluso.