27 settembre 2021
Aggiornato 05:00
Le stime dell'UE

Gentiloni: «Previsioni economiche incoraggianti per l'Italia»

Lo ha sottolineato a Bruxelles il commissario europeo all'Economia, Paolo Gentiloni, presentando in videoconferenza stampa le Previsioni economiche di primavera pubblicate stamattina dalla Commissione

Video Agenzia Vista

BRUXELLES - "Effettivamente le previsioni di crescita per l'Italia dopo una recessione molto significativa nel 2020 sono positive e incoraggianti», perché per la prima volta da molti anni, con la ripresa l'aumento del Pil italiano è in linea con quello della media Ue. «La sfida principale nei prossimi mesi e nei prossimi anni sarà quella dell'attuazione dei programmi di riforme e investimenti» del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), perché «l'attuazione di un piano con questa ambizione può contribuire a una crescita più prolungata e duratura», che «non si limiti a tornare ai livelli pre-pandemia, ma continui con un ritmo più sostenuto». Lo ha sottolineato oggi a Bruxelles il commissario europeo all'Economia, Paolo Gentiloni, presentando in videoconferenza stampa le Previsioni economiche di primavera pubblicate stamattina dalla Commissione.

«Certamente essendo l'Italia tra i paesi che hanno avuto per molto tempo un tasso di crescita basso, l'occasione di avere ora una crescita alta è di particolare importanza. Molto dipenderà dalla capacità che l'Italia avrà di attuare i programmi, le riforme e gli investimenti previsti nel Pnrr, perché lì si gioca questa possibilità», ha detto ancora il commissario durante la videoconferenza stampa.

Più tardi, incontrando i corrispondenti delle reti Tv italiane a Bruxelles, Gentiloni ha confermato che nelle previsioni «ci sono dei dati incoraggianti, perché per la prima volta dopo un anno qualche elemento di ottimismo sulla crescita prevale su una situazione che finora è stata di grande incertezza».

«L'Unione europea - ha continuato - ha un tasso di crescita sia quest'anno che l'anno prossimo nettamente superiore al 4%, e l'Italia in questo quadro ha una crescita che è nella media dell'Eurozona. Anche questa in sé è una notizia, perché noi siamo abituati a considerare l'Italia come un paese che ha una crescita molto bassa da alcuni decenni, e che certamente non cresce a livello della media di tutti i paesi europei». Quindi, ha insistito, la prospettiva «è incoraggiante a livello europeo e anche per l'Italia, che ha finalmente una opportunità straordinaria per uscire da alcuni decenni di crescita molto bassa». «Certo - ha osservato il commissario - questa opportunità bisogna essere capaci di coglierla e non sarà facile, ma penso che sia una sfida da questo punto di vista molto interessante e positiva. È arrivata una dose di ottimismo: noi diciamo, presentando queste previsioni, che è il momento di rimboccarsi le maniche, collegando la partita di queste settimane e di questi mesi, che è il completamento della campagna di vaccinazione, con l'impegno per il rilancio dell'economia. Bisogna evitare - ha avvertito - di ritirare troppo presto le misure di sostegno all'economia, ma bisogna soprattutto cogliere la sfida del grande piano di ripresa, dei fondi europei che arriveranno in maniera molto consistente per l'Italia; e la sfida principale che avremo nei prossimi mesi - ha ripetuto - sarà quella di mettere questi programmi queste riforme a questi investimenti in attuazione».

«Se ci riusciremo, io credo - ha proseguito Gentiloni - che abbiamo un'occasione irripetibile per uscire da questa lunga fase di bassa crescita. Noi qui facciamo previsioni con orizzonte 2022, ma non basta tornare ai livelli a cui eravamo a fine 2019. Quindi bisognerà che questo 4 e mezzo per cento di crescita che prevediamo per il 2021 e il 2022 lasci un seguito di una crescita più alta degli scorsi decenni anche dal 2023 in poi, e che questo seguito sia anche fatto di una crescita di qualità. E' possibile, le risorse ci sono ma certo è fondamentale l'impegno amministrativo e politico dell'intera classe dirigente del Paese, e del mondo del lavoro, per rendere questo impegno praticabile».

Rispondendo poi a una domanda sulla possibilità di rendere permanente il programma «Sure» per il sostegno Ue ai sistemi nazionali di cassa integrazione, il commissario ha aggiunto: «'Sure' è una delle medaglie che ci possiamo attaccare al petto, e io ne sono particolarmente orgoglioso, essendone stato il proponente assieme al mio collega agli Affari sociali Nicolas Schmit, ed è stato un successo. È stato in fondo l'anticipazione di 'Next Generation EU', perché la prima volta che siamo andati a emettere debito comune sui mercati è stato per i 100 miliardi di 'Sure'».

«Nei nostri programmi ora c'è intanto di completarne l'azione, che non è ancora compiuta al 100%, e successivamente sulla, base dell'andamento di 'Sure' e dei suoi risultati, aprire la discussione sull'opportunità che ci siano strumenti per affrontare questi problemi anche per il futuro», ha concluso Gentiloni.

(con fonte Askanews)