26 novembre 2020
Aggiornato 14:00
La gabbia europea

«I debiti non si cancellano»

E' quanto ha detto il commissario europeo all'Economia Paolo Gentiloni: «Sicuramente c'è un problema in futuro, ma sarà una discussione da aprire in una situazione meno incerta»

Paolo GENTILONI, commissario europeo all'Economia
Paolo GENTILONI, commissario europeo all'Economia Unione Europea

«I paesi con livelli più elevati di debito pubblico, che oggi nell'Ue sono Italia, Grecia, Belgio, Francia, Portogallo e Spagna, nel medio-lungo periodo dovranno prendere misure per garantirne la sostenibilità e la graduale riduzione, riprendendo un percorso di discesa che è stato interrotto dalla crisi pandemica. I debiti non si cancellano. Questa, tuttavia, non è la priorità di oggi, e l'alto indebitamento di questi paesi non deve impedire loro di rispondere alla crisi con misure di supporto all'economia». E' quanto ha detto, in sintesi, il commissario europeo all'Economia Paolo Gentiloni, parlando alle Tv italiane oggi a Bruxelles dopo la videoconferenza stampa in cui ha presentato il «pacchetto d'autunno» del semestre europeo, con i pareri della Commissione sui bilanci degli Stati membri.

«Oggi la Commissione - ha riferito Gentiloni - ha approvato le linee guida della politica economica per il prossimo anno. In questo quadro abbiamo dato le opinioni favorevoli alle proposte di bilancio dei vari paesi», e tra queste «l'opinione favorevole della Commissione alla proposta di bilancio presentato dal governo italiano».

«Abbiamo anche formulato - ha proseguito il commissario - gli indirizzi per la politica economica del prossimo anno, che devono continuare a essere - ha rilevato - degli indirizzi espansivi: c'è bisogno di continuare a sostenere le economie europee per evitare il rischio di una seconda recessione e per limitare l'impatto, anche in termini sociali, del rischio per le imprese, e soprattutto per il lavoro. Quindi non è il momento - ha puntualizzato Gentiloni - di ritirare in modo prematuro le politiche attive di sostegno alle economie europee; è il momento per sostenerle ancora, sperando che nei prossimi mesi, anche con la prospettiva del vaccino, si possa ridurre l'incertezza e dare più spinta alla ripresa».

Quanto al debito pubblico, «non si può non considerare l'importanza nel medio termine, e non stiamo parlando - ha precisato - di quello che deve succedere nei prossimi due o tre anni». Nel medio termine bisognerà «riportare il percorso del debito in una direzione diversa».

«Che ci sia stata una impennata di fronte a questa crisi era assolutamente inevitabile. Quello che la Commissione ha cercato di chiarire - ha ricordato Gentiloni - è che gli alti debiti non dovevano essere un ostacolo alle politiche di sostegno all'economia; perché - ha spiegato - sarebbe stato veramente grave per le differenze fra i diversi paesi europei, se noi avessimo consentito ad alcuni paesi di reagire a una crisi di questo genere, e detto invece ai paesi fortemente indebitati: 'No, voi non potete spendere, non potete intervenire'. Quindi il debito non doveva essere un ostacolo alla risposta a questa crisi; e non lo è stato».

Tuttavia, «è chiaro che nel medio termine e nel lungo termine i paesi che hanno un debito più alto dovranno porsi il problema di politiche prudenti che riportino il debito in un percorso di discesa», ha avvertito il commissario.

A un giornalista che chiedeva se trovasse percorribile la strada di una cancellazione dei debiti pubblici dovuti al Covid-19, (una ipotesi oggetto di polemiche dopo una recente intervista del presidente del Parlamento europeo, David Sassoli), Gentiloni ha replicato: «Non credo che i debiti si cancellino. Sicuramente c'è un problema in futuro, ma sarà una discussione da aprire in una situazione meno incerta».

«C'è un problema - ha aggiunto il commissario - di come rivedere le regole di quello che chiamiamo Patto di stabilità, cioè le regole, diciamo così, delle nostre politiche di bilancio. Senza dubbio ci troveremo l'anno prossimo con una media nei paesi europei superiore al 100% nel rapporto fra debito e Pil. Quindi è chiaro - ha rilevato Gentiloni - che le nostre regole andranno adeguate con una maggiore gradualità a quella che è la realtà della situazione. E del resto, la revisione di queste regole era già in corso» prima che cominciasse la pandemia di Covid-19. «Ma credo che ci si debba indirizzare in quel senso, di rivedere le regole in modo da consentire che siano più adeguate alla realtà che abbiamo di fronte», ha concluso il commissario.

(con fonte Askanews)