27 settembre 2020
Aggiornato 18:00
Emergenza coronavirus

Maurizio Landini: «Rischio recessione c'è»

Il segretario generale della Cgil: «Serve dunque mettere le parti sociali e il governo attorno a un tavolo per un grande piano che rilanci il lavoro di qualità, gli investimenti pubblici e privati»

Maurizio Landini, Segretario della CGIL
Maurizio Landini, Segretario della CGIL ANSA

ROMA - «Il rischio che l'emergenza coronavirus possa gettare l'Italia in recessione c'è. E proprio per evitarlo ci siamo mossi in questi giorni insieme a tutte le parti sociali per chiedere al governo un'azione di sistema per impedirlo». Così il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, in un'intervista a La Stampa. «Bisogna riavviare tutte le attività - sottolinea Landini - comprese quelle fuori dalle zone direttamente coinvolte. Serve dunque mettere le parti sociali e il governo attorno a un tavolo per un grande piano che rilanci il lavoro di qualità, gli investimenti pubblici e privati, la formazione e la ricerca, e aprire una discussione con l'Europa sullo scomputo dal deficit degli investimenti e delle spese necessarie per affrontare questa situazione eccezionale, che colpisce ovunque ma, per ora, l'Italia in modo pesante».

Landini: «Tutelare almeno 2 mesi redditi lavoratori»

Un intervento immediato di almeno 2 mesi a sostegno dei redditi di tutti i lavoratori coinvolti dall'emergenza coronavirus, ma anche una strategia di più lungo termine per «uscire dalla logica dell'emergenza» e puntare al rilancio degli investimenti. «Noi abbiamo chiesto un incontro con il governo per poter fare una discussione non solo di quello che si fa oggi, ma anche del rapporto che ci deve essere tra quello che si fa oggi e quello che vogliamo fare nei prossimi giorni, e quindi - ha spiegato - avere un progetto, avere un piano».

«L'abbiamo fatto, tra l'altro, condividendo assieme a tutte le altre organizzazioni sociali, di rappresentanza, anche quelle imprenditoriali, un appello per dire che bisogna uscire dalla logica dell'emergenza, a partire dal fatto che abbiamo un sistema sanitario pubblico capace di affrontare questo tema. E allo stesso tempo - ha proseguito Landini - oggi di mettere in campo anche quelle azioni che siano in grado di rilanciare gli investimenti e di guardare sul futuro. Ci sono sicuramente alcune azioni che in queste ore vanno prese, noi stiamo pensando ad esempio che propio per gli effetti che questo sta avendo sul lavoro sul blocco delle attività, tante, non solo industriali, penso anche al turismo, al commercio, intanto ci vuole un intervento che tuteli il reddito di tutte le persone che oggi sono coinvolte e impossibilitate a lavorare».

«Servono piani d'investimento straordinari»

«Non solo quelli che sono nella zona cosiddetta rossa ma anche tutti quelli che sono in questa situazione e quindi serve un provvedimento che per almeno un paio di mesi sia in grado di garantire il reddito e la tutela del reddito a tutte le lavoratrici e i lavoratori. E si può fare sia utilizzando gli strumenti che già si hanno, cassa integrazione, fondo di sostegno al reddito, sia ripristinando la cassa in deroga - ha detto ancora il segretario della Cgil - anche attingendo a delle risorse che le Regioni hanno già e che possono spendere in questa direzione, laddove ci sono problemi di questa natura».

«Allo stesso tempo, bisogna però fare già adesso una discussione di come si esce da questa emergenza e per uscire da questa emergenza c'è bisogno già adesso di dare un segnale di normalità. Bisogna ripartire e discutere come si riaprono le attività, dei teatri, ai cinema alle scuole. E dall'altra parte - ha concluso Landini - c'è la necessità di piani di investimento straordinari, a partire dalle vertenze aperte, come Ilva, Alitalia o Autostrade, ma anche piani di investimenti per la manutenzione del territorio e un nuovo modello di sviluppo».