18 dicembre 2018
Aggiornato 22:30

Tria vede Moscovici a Buenos Aires, e Conte rassicura sul Pil: lo faremo crescere

Il ministro dell'Economia ha incontrato il Commissario Ue agli Affari Economici. Intanto Conte calma gli animi dopo i dati Istat che danno il Pil giù dopo 14 trimestri

Il ministro dell'Economia Giovanni Tria, il premier Giuseppe Conte e il commissario Ue Pierre Moscovici
Il ministro dell'Economia Giovanni Tria, il premier Giuseppe Conte e il commissario Ue Pierre Moscovici (ANSA/FILIPPO ATTILI UFFICIO STAMPA PALAZZO CHIGI)

BUENOS AIRES - L’incontro fra Giovanni Tria, ministro dell’Economia, e Pierre Moscovici, Commissario Ue agli Affari Economici, è stato «cordiale». Lo ha detto lo stesso Tria parlando alla stampa successivamente alla cena con i ministri delle Finanze del G20 riuniti a Buenos Aires e dopo la quale si sono visti. «Io sto portando la linea del Governo che è quella di trovare una soluzione», ha aggiunto a chi gli chiedeva se la linea di Roma fosse quella di ridurre il rapporto deficit/Pil di non più dello 0,2% rispetto al 2,4% scritto nella manovra. Tria ha escluso che i negoziati con la Ue si possano concludere nell’ambito del G20: «Non si può chiudere qui – ha detto – certo nessuno vuole arrivare a una procedura di infrazione», quella che la Ue punta ad attivare se le cose non cambiano. Secondo il ministro, la riunione del G20 «non è su questo. Non è qui che si chiudono le cose». E parlando di Moscovici ha detto che «c’è sempre una posizione di apertura con il Commissario».

Conte tranquillo
Tria ha ribadito quanto spiegato in giornata dal premier Giuseppe Conte: «L’importante è che le misure (contenute nella manovra ndr) non vengano toccate: bisogna lavorarci intorno». E proprio Conte, sempre da Buenos Aires, commenta a caldo la revisione al ribasso del Pil fatta dall’Istat, che non sembra affatto preoccuparlo più di tanto: «Lo faremo crescere», ha commentato. Il Prodotto interno lordo infatti, stando ai dati Istat, torna a scendere dopo 14 trimestri di risalita, e si abbassa la stima sulla crescita annuale, ma il premier mostra fiducia in una ripresa.

I numeri dell'Istat
Nel terzo trimestre del 2018 l’Istat rileva che il Prodotto interno lordo, espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2010, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è diminuito dello 0,1% rispetto al trimestre precedente ed è aumentato dello 0,7% nei confronti del terzo trimestre del 2017. La stima della variazione congiunturale del Pil diffusa il 30 ottobre 2018 era risultata nulla mentre quella tendenziale era pari a +0,8%. Il terzo trimestre del 2018 ha avuto due giornate lavorative in più del trimestre precedente e lo stesso numero di giornate lavorative rispetto al terzo trimestre del 2017. La variazione acquisita per il 2018 è pari a +0,9%.

Il primo calo dopo 14 mesi
«La stima completa dei conti economici trimestrali indica per il terzo trimestre una diminuzione congiunturale del Pil dello 0,1%, con una lieve revisione al ribasso rispetto alla valutazione preliminare (che stimava una variazione nulla). Si tratta del primo calo dell’attività economica dopo un periodo di espansione protrattosi per 14 trimestri», spiega l’Istat. «La flessione, che segue una fase di progressivo rallentamento della crescita, è dovuta essenzialmente alla contrazione della domanda interna – prosegue -, causata dal sovrapporsi di un lieve calo dei consumi e di un netto calo degli investimenti, mentre l’incremento delle esportazioni, pur contenuto, ha favorito la tenuta della componente estera. L’input di lavoro è aumentato, nonostante l’andamento negativo dell’attività: le ore lavorate sono cresciute dello 0,5% e le unità di lavoro dello 0,1%».