18 novembre 2018
Aggiornato 05:00

Moscovici aumenta la dose: non si può fare un compromesso «metà e metà». E l'Istat evidenzia ulteriori flessioni

Nel corso della conferenza stampa di presentazione delle previsioni economiche autunnali ecco le parole di Moscovici
Il commissario Ue per gli affari economici e monetari Pierre Moscovici
Il commissario Ue per gli affari economici e monetari Pierre Moscovici (Stephanie Lecocq | EPA)

BRUXELLES - Moscovici rincara la dose, ancora. Con l'Italia sulla manovra «spero che ci sarà un avvicinamento, spero che troveremo una soluzione comune, se questo è quello che chiamate compromesso mi va bene, ma se significa facciamo a metà e metà no, non è possibile». Così il commissario europeo agli Affari economici, che, ribadendo la disponibilità a una applicazione «flessibile e benevolente» delle regole europee sui conti pubblici, ha rimarcato come le stesse regole vadano rispettate. Nel corso della conferenza stampa di presentazione delle previsioni economiche autunnali a Moscovici è stato prima chiesto se sulla base delle nuove cifre l'Italia debba modificare la manovra nella misura di 1,8 punti di Pil, relativamente al deficit strutturale, per tonare in regola. Poi, se in vista della visita a Roma domani del presidente dell'Eurogruppo Mario Centeno, che incontrerà il ministro dell'Economia Giovanni Tria, con le nuove cifre sia più vicino o meno un compromesso.

Moscovici: «Il termine compromesso mi disturba» 
«Il termine compromesso mi disturba» risponde Moscovici, «mi sembra che non sia quello giusto da usare. Sono sempre stato un sostenitore della flessibilità e non sono cambiato. Quando un Paese subisce catastrofi naturali, quando viene colpito nelle sue infrastrutture come a Genova, quando viene investito da calamità, la Commissione non è insensibile ed è pronta a tenerne conto, esattamente come ha fatto in passato». Ma trattandosi di regole «ci si può e ci si deve avvicinare, ma si devono rispettare». Non si può avere «una specie di negoziato in cui si dice me ne prendo un po' - ha avvertito ancora l'eurocommissario - e si fa metà e metà (in francese la traduzione esatta sarebbe 'Non si può dividere la pera in due')». Le regole devono essere rispettare e la Commissione non può e non deve fare altrimenti: questo il concetto chiaramente espresso da Moscovici. «Nessuno la autorizzerebbe a farlo. Nessuno capirebbe». Deve agire nel quadro delle regole, sempre da interpretare con «benevolenza e flessibilità» assicura. «Siamo qui per far rispettare le regole, devono essere rispettate da tutti».

Istat denuncia ulteriori flessioni
Intanto slitta di un giorno il termine per gli emendamenti alla manovra in commissione Bilancio della Camera. Inizialmente l'ufficio di presidenza aveva indicato come termine mercoledì della prossima settimana, mentre ora scadrà il 15 novembre alle 16. Tutto questo mentre nel numero di ottobre della sua nota mensile sull'andamento dell'economia italiana l'Istat annuncia che «l'indicatore anticipatore registra un'ulteriore flessione, segnalando la persistenza di una fase di debolezza del ciclo economico». La crescita dell'economia statunitense procede a ritmi più sostenuti di quelli dell'area euro, spiega l'Istat. In Italia, il Pil nel terzo trimestre ha segnato invece una variazione congiunturale nulla interrompendo la fase costantemente espansiva iniziata nei primi tre mesi del 2015. Sia le componenti interne della domanda (al lordo delle scorte) sia le esportazioni nette hanno fornito un contributo «pari a zero». Pur segnando a settembre un marginale peggioramento, nella media del terzo trimestre «è aumentato il tasso di occupazione e si è ridotta la disoccupazione». A ottobre, conclude la nota dell'Istat, è ripreso l'aumento dei prezzi al consumo e, rispetto agli altri Paesi dell'area euro, il divario inflazionistico a nostro favore si è leggermente ridimensionato.