19 giugno 2019
Aggiornato 15:30
Economia

L'attacco «europeo» è partito: ora è guerra anche tra governo italiano e BCE

Prima il commissario Moscovici. Poi il presidente dell'Europarlamento Tajani. Ora Mario Draghi. Stavolta a insorgere è il Movimento 5 stelle

Il presidente della Bce Mario Draghi
Il presidente della Bce Mario Draghi ( ANSA )

BRUXELLES - Il presidente - italiano - dell'Europarlamento che attacca il governo italiano. Il presidente - italiano - della Banca Centrale Europea che attacca il governo italiano. Il Commissario - francese - degli affari economici dell'Ue che attacca il governo italiano. Il clima a livello continentale si fa sempre più pesante, con Giuseppe Conte sempre più isolato. Soli contro tutti. Una situazione che, però, non sembra dispiacere all'esecutivo, Movimento 5 stelle in testa, che risponde punto su punto a ogni attacco. L'ultimo, in ordine di tempo, è quello di Mario Draghi che ha incentrato il suo discorso alla Banca nazionale belga sulla difesa dell'autonomia delle banche centrali come la Bce dalla politica «di fronte a chi oggi, dopo la crisi e misure non convenzionali come l'acquisto di bond, ha messo in forse il consenso di politica monetaria consolidatosi negli anni '70». Chiaro il riferimento all'Italia. Ed è dall'Italia che è partita la controffensiva. In testa, il vicepremier (M5s) Luigi Di Maio.

Di Maio contro Draghi
«Secondo me siamo in un momento in cui bisogna tifare Italia e mi meraviglio che un italiano si metta in questo modo ad avvelenare il clima ulteriormente». Luigi Di Maio, durante la registrazione della prima puntata di Nemo, in onda stasera su Rai2 alle 21.20, ha messo nel mirino le dichiarazioni del presidente Bce, Mario Draghi. «Stiamo facendo una manovra di bilancio che dà alla parte più debole» ed «è singolare che in questo momento vedo da alcuni ministri di altri Paesi, come quelli tedeschi, molto più rispetto per quello che stiamo facendo che dal capo della Bce che viene a dire che il clima di tensione in Italia è un problema». Di Maio ha sottolineato poi che «Draghi può dire quello che vuole e non sono nessuno per censurare quello che dice».

Lo scontro tra M5s e Moscovici
Ma il vero «nemico» del governo italiano, al momento, è il commissario Moscovici che nelle ultime ore è tornato a rincarare la dose prendendo spunto dall'ormai famoso «gesto della scarpa» dell'eurodeputato leghista Angelo Ciocca che ha calpestato gli appunti dell'ex ministro francese al termine della conferenza stampa sulla manovra italiana. Prima un attacco personale: «È un cretino, un provocatore, un fascista» ha dichiarato sulla rete CNews. Poi nel mirino finisce il governo italiano: «Quando si comincia a calpestare le regole, ivi compreso con delle scarpe, si ha una specie di deriva lenta verso ciò che si chiama la democrazia illiberale, ossia il non rispetto della libertà di stampa, la libertà della giustizia e delle istituzioni politiche». E questa «è proprio la politica che detesto e sono persone che combatterò fino al mio ultimo respiro».

Il Movimento 5 stelle risponde per le rime
E contro Moscovici è sceso in campo il Movimento 5 stelle, con il capogruppo alla Camera che ha sottolineato come «Moscovici attacca ogni giorno l'Italia sul rispetto delle regole. Ma mente sapendo di mentire! Mentre la Spagna faceva oltre il 10% di deficit nel 2012, da noi il governo tecnico faceva carne da macello dei diritti sociali. Mentre in Francia il Ministro Moscovici teneva il deficit al 5%, noi tagliavamo investimenti e servizi pubblici. Il Governo del Cambiamento vuole invertire rotta, costruendo una manovra coraggiosa e seria, in favore dei cittadini e delle imprese. Con che faccia Moscovici viene a dirci che dobbiamo rispettare le regole? Piuttosto ci dica in che Europa ha vissuto fino ad oggi».

E le sanzioni alla Francia?
Stesso tono anche da parte del portavoce del MoVimento 5 Stelle alla Camera, Lucia Azzolina: «Da Bruxelles ci accusano di non voler rispettare le regole europee. Ma voglio ricordare che a superare i vincoli, 9 volte in 10 anni, è stata la Francia di Moscovici. E non è mai stata sanzionata per questo! Che sia chiara una cosa: la nostra manovra non si tocca perché per la prima volta vengono fatti gli interessi degli italiani».

Il Movimento in difesa di Tria
Ed ecco i deputati della commissione Finanze del Movimento 5 stelle: «Non comprendiamo le parole di Moscovici». Stavolta la difesa è nei confronti del ministro Tria che, ricordano, «fa parte del Governo che ha ottenuto la fiducia del Parlamento eletto dal popolo italiano il 4 marzo scorso, e che come tutti i ministri è tenuto ad adempiere a quanto scritto nel Contratto di Governo». La posizione del governo italiano, ribadiscono, nei confronti delle istituzioni europee è da sempre quella del «dialogo costruttivo». E «siamo prontissimi a dialogare notte e giorno su tutte le misure contenute nella Manovra del Popolo per spiegare come intendiamo rilanciare la crescita e ridurre il debito pubblico, a differenza di ciò che è stato fatto in questi anni». Però «non comprendiamo le accuse di slogan che il Commissario rivolge all'Italia. Se c'è qualcuno che ha lanciato slogan e minacce non è certo il Governo italiano, che ha costruito una manovra coraggiosa e coerente con il mandato ricevuto alle elezioni, ma anche responsabile e oculata. Slogan e minacce sono arrivate invece a cadenza giornaliera dai vertici di Bruxelles, contribuendo in modo decisivo a creare incertezza e instabilità sui mercati».