15 dicembre 2018
Aggiornato 07:30

Salvini: "Se dalla Ue insistono con gli schiaffoni darò più soldi agli italiani". E Moscovici rilancia

L'Ue chiede un nuovo bilancio entro il 13 novembre e Moscovici attacca: "Io un accordo con Tria ce l'avevo e lo mantengo, il governo no"
I due vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio e il commissario Ue Pierre Moscovici
I due vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio e il commissario Ue Pierre Moscovici (ANSA/ANGELO CARCONI)

ROMA - Un attacco alla nostra economia, e alla nostra sovranità. Dopo la bocciatura della manovra da parte di Bruxelles Matteo Salvini è irritatissimo, anche se era nell'aria da giorni. "C'è un attacco all'economia italiana. Un attacco pregiudiziale: la contestazione principale è che non bisogna toccare la legge Fornero che è nel programma del 90% dei partiti tranne che del Pd: è un attacco all'economia italiana perché qualcuno vuole comprare le nostre aziende sottocosto». Ma "noi siamo qua per lavorare, migliorare la vita degli italiani".  Da Bruxelles dicono solo che non bisogna toccare la legge Fornero. Si commenta da sola». Ma il vicepremier assicura: "Andiamo avanti" e la "letterina non la cambiamo». Le parole di Salvini a Rtl sono più che mai scandite dalla volontà del governo gialloverde di proseguire sulla strada intrapresa. Senza sconti. 

Rimettere soldi nelle tasche degli italiani
"Se insistono a tirare schiaffoni a caso mi verrebbe voglia di dare più soldi agli italiani" continua Salvini. "Se la gente lavora di più, spende di più e paga le tasse. E' logica. Bisogna ricordare che in Italia ci sono 5 milioni di poveri. Io voglio rimettere un po' di soldi nelle tasche degli italiani». E poi non va dimenticato che "tutte le manovre passate negli anni scorsi a Bruxelles hanno fatto crescere il debito di 300 miliardi di euro". 

Moscovici: "Io un accordo con Tria ce l'avevo e lo mantengo, il governo no"
Intanto arriva il commento a caldo del commissario Ue Pierre Moscovici: "Sento dire che sarebbe la manovra del popolo contro la burocrazia, ma non è così, io un accordo con Tria ce l'avevo e lo mantengo, il governo no" dice in una intervista a Repubblica. "Quando il debito sale aumenta la spesa per gli interessi che già oggi vale mille euro per ogni italiano e in totale 65 miliardi, quanto il Paese spende per l'istruzione. Rimborsare il debito è la peggior spesa pubblica immaginabile, toglie risorse alla lotta contro la povertà, agli investimenti e alle infrastrutture".

Un nuovo bilancio entro il 13 novembre
E ancora: "Consideriamo ottimistica la crescita all'1,5% prevista dal governo" osserva, aggiungendo che "c'è il forte rischio che il deficit alla fine sarà più alto del 2,4%». Quindi l'Europa chiede "un nuovo bilancio entro il 13 novembre e seguiamo le procedure per convincere il governo a farlo». "Siamo ancora in un processo di dialogo costruttivo - rilancia Moscovici - sebbene all'interno di un quadro chiaro e di una decisione forte e senza precedenti. La mia porta è sempre aperta e spero che il governo italiano ascolti questo messaggio".