15 dicembre 2018
Aggiornato 09:30

L'Unione europea si prepara al «giorno X»: giovedì l'attacco «finale» all'Italia?

Giovedì il direttorio della BCE. Attesa per l'intervento di Mario Draghi dopo i richiami alla «politica italiana» e la possibile di attivazione dello «scudo anti spread»
Il presidente della Bce Mario Draghi
Il presidente della Bce Mario Draghi (Alessandro Di Marco | ANSA)

FRANCOFORTE - Più del giudizio della Commissione europea, più di quello e dell'ultima delle tre grandi agenzie di rating, Standard & Poor's, che si prevede dica la sua venerdì, questa settimana la manovra finirà nei radar della Banca centrale europea. E questo sarà il «giorno X», quello in cui il presidente Mario Draghi si vedrà nuovamente rivolgere domande sul tema, nella conferenza stampa esplicativa di giovedì, al termine del Consiglio direttivo. Non sarebbe ovviamente il primo intervento di Draghi in merito dopo i richiami alla politica italiana per misurare le parole e gli interventi 'anti ue' dopo che, a suo avviso, diverse dichiarazioni dei mesi passati hanno causato «danni» in termini di rialzi sui rendimenti dei titoli di Stato, innescando speculari rincari sui costi dei nuovi presti che le banche fanno pagare a imprese e famiglie.

«Abbassare i toni», un richiamo per tutti
Ma nel mirino di Mario Draghi non c'è solo l'Italia, ma «tutti» gli Stati membri. All'assemblea annuale del Fondo monetario internazionale e della Banca Mondiale, a Bali, il numero uno della Bce aveva richiamato «tutti» ad «abbassare i toni» sulla manovra. Ma la questione che inevitabilmente terrà banco sarà la possibilità che, a fronte di ultieriori rialzi di tassi sui titoli italiani l'istituzione azioni il suo scudo anti spread, l'Omt, finora mai utilizzato.

Cosa accadrebbe con lo «scudo anti spread»
Lo scudo 'anti spread' prevederebbe una richiesta formale da parte del Paese interessato ma concordando un piano di correzione e aiuti con la Commissione e il Fondo salva stati, l'Esm. Quindi bisognerebbe accettare un serrato negoziato con la Troika praticamente su ogni singolo provvedimento di bilancio. Qualcosa di molto intrusivo, altroché il semplice negoziato attuale con l'Ue, che riguarda solo ammontare di deficit e debito.

Ma la Bce ha anche altri problemi
A parte il caso Italia, la Bce ha diversi altri temi attinenti alle sue responsabilità di politica monetaria su cui confrontarsi, a cominciare dalla dinamica della crescita globale e dell'area euro e dei crescenti rischi di rallentamento che si sono evidenziati su più versanti. Perché si sta avvicinando la conclusione del programma di acquisti netti di titoli, al termine del quale il quantitative easing dell'istituzione proseguirà unicamente per inerzia, con il riacquisto delle emissioni già accumulate e che progressivamente giungono a scadenza.

Salvini già sul piede di guerra
Chi ovviamente già promette battaglia è Matteo Salvini. Lo «spettro Grecia» più che un pericolo è visto come un affronto, un attacco. E il leader della Lega sta cercando partner per sostenere la battaglia. Non è un caso che da Bucarest, in conferenza stampa con il suo omologo romeno Carmen Daniela Dan, ha voluto mostrare agli «amici» romeni come anche «voi avete un sistema economico semplificato basato sulla flat tax che è quello sui cui vogliamo avviarci anche in Italia» e «come voi anche il governo italiano ha un rapporto complicato con le istituzioni europee in questo periodo». Per questo «ho assicurato alla collega a nome del governo che noi sosterremo sempre e comunque il diritto dei singoli singoli governi ad approvare e a proporre in Parlamento delle leggi negli interessi dei singoli popoli senza che da Bruxelles possano arrivare veti o minacce».