20 ottobre 2018
Aggiornato 08:30

Spread a 300 e Piazza Affari in rosso: gli «speculatori alla Soros» aumentano la pressione

Una «manovra finanziaria di speculatori alla vecchia maniera, che vogliono comprarsi a saldo le aziende sane italiane»
Il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker con il fondatore della Open Society George Soros
Il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker con il fondatore della Open Society George Soros (EPA/OLIVIER HOSLET / POOL)

ROMA - I mercati stanno diventando incandescenti. Guai a toccarli. Questa mattina la Borsa di Milano si apre con una flessione decisa. Una genuflessione, verrebbe da dire. L’indice Ftse Mib lascia sul terreno l’1,75%, con le banche le più colpite dalle vendite: Banco Bpm accusa un calo che sfiora il 5%, Ubi arretra del 3,75%, Bper e Mediobanca cedono quasi il 3%. Lo spread peggiora ancora: tocca i 300 punti il differenziale tra il Btp decennale e il Bund tedesco, mostrando un allargamento di 14 punti rispetto alla chiusura di venerdì, scontando, oggi, la lettera dei commissari europei con la quale hanno espresso preoccupazioni sulla tenuta dei conti pubblici dell’Italia. Anche il differenziale tra Italia e Spagna e Portogallo continua ad ampliarsi ai massimi storici: lo spread tra il decennale italiano e quello spagnolo ha raggiunto i 200 punti base, mentre quello con il Portogallo il massimo storico a 160.

Preoccupazione anche rispetto a Spagna e Portogallo
Le vendite sul Btp hanno fatto salire il rendimento al 3,55%, livello che non veniva toccato dall’inizio del 2014. I titoli di Stato italiani continuano a subire una pressione allarmante sul mercato del reddito fisso, con vendite insistenti sui bond governativi italiani. In particolare sono le scadenze più brevi a soffrire, e soprattutto quelle tra uno e tre anni. Il Btp triennale vede salire il rendimento di 33 punti toccando il 2,25%. Escludendo lo strappo di fine maggio quando toccò il 2,33%, era dal 2011 che il triennale non raggiungeva questi livelli. Oggi un Btp triennale mostra un rendimento ben superiore al titolo a 10 anni del Portogallo, che viaggia sotto il 2%. Il triennale di Lisbona invece è ben acquistato e mostra un rendimento vicino a zero (0,07%). 

Salvini: «Manovra finanziaria di speculatori alla vecchia maniera»
Le minacce ormai sono all'ordine del giorno. L'aveva detto il sottosegretario Giorgietti per primo, e la profezia, come da tempo anche noi vi stiamo raccontando, si sta avverando. L'attacco finanziario contro il nostro Paese è già in atto. La potente «cura da cavallo» greca è pronta, siamo qui in attesa di capire quando inizierà ad essere davvero somministrata. Stiamo alzando la testa, dopo molto tempo. E - che piaccia o no - questo non è affatto gradito alla finanza. «Se volessi pensar male, penserei che chi sta agitando il fantasma dello spread lo sta facendo perché un'Italia che torna a correre, a crescere e lavorare non è un'Italia pronta a svendere le sue aziende» ha chiosato Matteo Salvini. «Se volessi pensar male penserei che dietro lo spread di questi giorni c'è una manovra finanziaria di speculatori alla vecchia maniera, li abbiamo conosciuti 25 anni fa, alla Soros, che puntano sul crollo di un Paese per comprarsi a saldo le aziende sane».

Vogliono comprarsi a saldo le aziende sane
E nonostante lo scempio, la devastazione produttiva, e umana, che ha desertificato il Belpaese, sono tante le imprese, che funzionano, rimaste nel nostro Paese. Le parole del vicepremier arrivano dritte al cuore del Sistema durante la conferenza stampa questa mattina a Roma con la leader del Front National francese Marine Le Pen. «Oggi lo spread ha superato quota 300: è lo scontro tra l'economia reale e l'economia virtuale, tra la vita vera e la realtà finanziaria», ha continuato il leader della Lega: «I giornalisti spieghino agli italiani che fine hanno fatto o che lavoro stanno facendo da dipendenti o consulenti gli ultimi presidenti della Commissione europea o gli ultimi commissari europei: poi si capisce tutto».