16 ottobre 2018
Aggiornato 03:30

Tria all'Eurogruppo: «Bruxelles stia tranquilla, debito-Pil scenderà». Ma l'Ue farà di tutto per boicottare la manovra

Il Ministro dell'Economia tranquillizza, ma Bruxelles tira subito il freno: «A una prima vista non compatibile con le regole del Patto»
Il ministro dell'Economia Giovanni Tria all'Eurogruppo
Il ministro dell'Economia Giovanni Tria all'Eurogruppo (Julien Warnand | EPA)

BRUXELLES«Adesso cercherò di spiegare quello che sta accadendo e come è formulata la manovra», ha detto il ministro entrando all'Eurogruppo e rispondendo alle domande dei giornalisti. Il ministro ha invitato i partner europei a stare «tranquilli», e ha anche rassicurato sul fatto che «il debito/Pil scenderà» nel 2019. «Abbiamo gettato le basi per una manovra seria e coraggiosa, che guarda alla crescita nella stabilità dei conti pubblici», scrive su Facebook il premier Giuseppe Conte. «Una manovra che vuole offrire una risposta alla povertà dilagante, ai pensionati, alle famiglie, ai risparmiatori danneggiati dalle crisi bancarie, che non taglia un euro al sociale né alla sanità. Una manovra che inizia ad abbassare le tasse e che scommette sul più grande piano di investimenti della storia repubblicana. Una manovra che segna la svolta per il rilancio del Paese e lo sviluppo sociale», aggiunge. Poi arriva il rinforzo di Matteo Salvini da Genova: «I soldi ci sono basta farli girare» dice il vicepremier e ministro dell'Interno. «Se la gente lavora, investe, spende la gente compra e paga le tasse; lo Stato incassa di più e il debito diminuisce».

Ue: «A una prima vista non compatibile con le regole del Patto»
Ma l'Europa tira subito il freno: «Aspettiamo la bozza di legge di stabilità» ma «a una prima vista» i piani di bilancio italiani «non sembrano compatibili con le regole del Patto», ha commentato stizzito il vicepresidente della Commissione Ue Valdis Dombrovskis entrando all'Eurogruppo. «Ci sono regole e sono uguali per tutti perché i nostri futuri» di Paesi dell'Eurozona «sono legati», avverte il ministro dell'economia Bruno Le Maire rispondendo a una domanda sull'Italia. «Noi riduciamo il debito, rispettiamo le regole e stiamo sotto il 3% non per soddisfare la Commissione Ue ma perché crediamo che ridurre la spesa pubblica, introdurre riforme sia buono per i francesi», ha aggiunto.

Moscovici: «Io mai partigiano dell'austerità, ma...»
E il commissario agli Affari economici, Pierre Moscovici, rincara la dose: «Per il momento quello che so è che il deficit del 2,4%, non solo per l'anno prossimo ma per tre anni, rappresenta una deviazione molto, molto significativa rispetto agli impegni presi» dall'Italia. Il governo italiano sembra privilegiare la spesa pubblica, afferma, cosa che «potrebbe portare ad una leggera crescita» e ad un «guadagno politico, ma alla fine bisogna dire agli italiani che sono loro che pagano». E ancora: «Noto che l’Italia è il solo Paese nella zona euro che avrà nel 2019 una politica espansionista e di rilancio, pur essendo uno dei Paesi più indebitati. La questione è se sia la buona politica, se sia credibile, solida ed efficace per l’Italia», ha aggiunto. «Io non sono mai stato partigiano dell’austerità - aggiunge - Non penso che bisogna impedire ad un Paese di fare le sue spese sociali, o promuovere investimenti, e so che l’Italia ne ha bisogno. Ma per fare questo, quello che serve sono buone scelte, definire le priorità politiche, e non procedere ad un’accumulazione delle spese pubbliche. E’ per questo che la Commissione è qui per difendere le regole che non sono regole assurde, astratte, austeritarie, ma protettrici dei cittadini, anche dei cittadini italiani che se si indebitano, si impoveriscono»

Una cabina di regia per il più grande piano di investimenti pubblici
Intanto, domani alle 19 a Palazzo Chigi si svolgerà la prima riunione della cabina di regia istituita dal governo per monitorare e realizzare il piano di investimenti pubblici che il governo ha in cantiere. Secondo quanto si apprende, il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ne ha invitato a far parte i due vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini, il ministro dell'Economia, Giovanni Tria, il ministro degli Affari europei, Paolo Savona, il ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, la ministra del Sud, Barbara Lezzi, i sottosegretari Giancarlo Giorgetti, Laura Castelli e Massimo Garavaglia. L'istituzione di una cabina di regia è stata annunciata dallo stesso Conte venerdì scorso, parlando con i giornalisti all'indomani dell'approvazione da parte del Consiglio dei ministri della nota di aggiornamento al Def: «Realizzeremo - ha detto il premier - il piano di investimenti pubblici più consistenti che sia mai stato realizzato, 38 miliardi spalmati in 15 anni ai quali si aggiungono altri 15 nel prossimo triennio». Ovviamente per avere l'effetto della crescita «non siamo così ingenui, non è sufficiente solo stanziare somme». Per questo «abbiamo studiato a fondo il problema: quello che limita la crescita del Pil in Italia è che abbiamo avuto difficoltà a spenderli e per questo accompagnamo questa previsione di spesa con un programma elaborato di riforme. Ci sarà una cabina di regia presso Palazzo Chigi che monitorerà l'andamento degli investimenti e interverrà per realizzare e accelerare dove ci sono manifeste carenze».