17 giugno 2019
Aggiornato 14:30
Povertà

Mai così male: cosa significa che 5 milioni di italiani sono in povertà assoluta

L'’8,4% del totale degli italiani vive in condizione di povertà assoluta: un record senza precedenti

5 milioni di italiani in povertà assoluta
5 milioni di italiani in povertà assoluta ( ANSA )

ROMA - Dicesi povertà assoluta, o estrema, quella condizione più dura di di povertà nella quale non si dispone, o si dispone con grande difficoltà o intermittenza, delle primarie risorse per vivere, come l'acqua, il cibo, la casa e i vestiti. Secondo l'ultima fotografia scattata dall'Istat, impietosa, oggi oltre 5 milioni di italiani vivono in povertà assoluta, un record assoluto. E’ quanto emerge dall’indagine sulla povertà in Italia elaborato dall’Istituo Nazionale di Statistica. L’anno scorso si stimano in povertà assoluta 1 milione e 778 mila famiglie residenti (il 6,9% del totale) rispetto a 1 milione e 619mila famiglie del 2016 (il 6,3% del totale). Questo corrisponde a 5 milioni e 58 mila persone in povertà assoluta (l’8,4% del totale) rispetto a 4 milioni e 742mila persone del 2016 (il 7,9% del totale). In sostanza dall’anno scorso ci sono circa 300mila persone residenti in Italia in più finite in povertà assoluta rispetto al 2016. Un trend iniziato con la crisi, anche se l’elemento preoccutante è la ripresa della crescita della povertà dopo la pausa del 2014. Resta elevata anche se in leggera flessione (dal 12,5% al 12,1%) la povertà assoluta tra i minori mentre dal punto di vista geografico l’incidenza aumenta prevalentemente nel Mezzogiorno sia per le famiglie (da 8,5% del 2016 al 10,3%) che per gli individui (dal 9,8% all’11,4%).

Più a rischio chi ha figli piccoli e vive nel Sud
Il rischio di indigenza cresce all’aumentare dei figli minori: l’incidenza si attesta al 10,5% tra le famiglie con almeno un figlio e raggiunge il 20,9% tra quelle con tre o più figli. Il risultato è che in Italia vivono in povertà assoluta 1 milione e 208mila minori. L’incidenza della povertà assoluta è del 6,9% per le famiglie (era 6,3% nel 2016) e dell’8,4% per gli individui (da 7,9%). Entrambi i valori sono i più alti della serie storica iniziata nel 2005. L’aumento della povertà assoluta, spiega l’Istat, colpisce soprattutto il Mezzogiorno, dove vive in questa condizione oltre una persona su dieci. L’incidenza stimata nel Sud Italia per le famiglie sale da 8,5% nel 2016 a 10,3% nel 2017. Il peggioramento riguarda soprattutto chi vive nelle città principali, i comuni centro di area metropolitana (da 5,8% a 10,1%) e nei comuni minori sotto i 50mila abitanti (da 7,8% a 9,8%).

Lavoro o non lavoro, questo è il problema
Determinante è la situazione lavorativa: la povertà assoluta diminuisce tra gli occupati, sia dipendenti sia indipendenti, e aumenta tra i non occupati. Nelle famiglie con persona di riferimento un operaio, l’incidenza della povertà assoluta (11,8%) è più che doppia rispetto a quella delle famiglie con persona di riferimento in pensione (4,2%). Rispetto al titolo di studio, le famiglie con almeno un diplomato mostrano valori dell’incidenza molto più contenuti rispetto al 2016.

Le reazioni di Di Maio e Salvini
Il ministro del Lavoro Luigi di Maio ha voluto commentare rilanciando la centralità del reddito di cittadinanza ("Dobbiamo farlo subito"), mentre il ministro dell'Interno Matteo Salvini si è concentrato sui dati: "Confermano la giustezza dell’obiettivo che ci siamo dati con tutto il governo, ovvero mettere al centro gli italiani e dare priorità assoluta alle loro necessità». Anche se, va precisato, quasi il 32% dei 5.058.000 di poveri assoluti – 1.610.000 persone – è straniero. Questo nonostante gli immigrati residenti nella Penisola siano solo l’8,3% della popolazione complessiva. E le famiglie a basso reddito con stranieri rappresentano il 27% di tutte le famiglie povere in Italia, oltre una su quattro.

Quasi 1 su 6 in povertà relativa, soglia a 1.085 euro 
Oltre alla povertà assoluta, l’Istat stima un aumento anche della povertà relativa, nel 2017, che raggiunge quasi una persona su sei. L'incidenza della povertà relativa è infatti al 15,6%, per gli individui, nel 2017 (9 milioni e 368 mila persone, era 14% nel 2016). Come la povertà assoluta, la povertà relativa è più diffusa tra le famiglie con 4 componenti (19,8%) o 5 componenti e più (30,2%), soprattutto tra quelle giovani: raggiunge il 16,3% se la persona di riferimento è under35, mentre scende al 10% nel caso di un ultra 64enne. «L'incidenza di povertà relativa - osserva l'Istat - si mantiene elevata per le famiglie di operai e assimilati (19,5%) e per quelle con persona di riferimento in cerca di occupazione (37%), queste ultime in peggioramento rispetto al 31% del 2016». Si confermano poi, dice l’istituto di statistica, «le difficoltà per le famiglie di soli stranieri», dove l'incidenza della povertà relativa raggiunge il 34,5%, con forti differenziazioni sul territorio (29,3% al Centro, 59,6% nel Mezzogiorno).