18 dicembre 2018
Aggiornato 18:00

Caritas: «Poveri in aumento». Di Maio: «A loro pensa la manovra del popolo»

Il rapporto della comunità ecclesiale conferma la crescita della povertà in Italia. E il vicepremier è convinto: «Mi confermano che abbiamo fatto bene»

Il ministro dello Sviluppo Economico e del Lavoro Luigi Di Maio esce dal suo ministero per incontrare i giornalisti
Il ministro dello Sviluppo Economico e del Lavoro Luigi Di Maio esce dal suo ministero per incontrare i giornalisti (Massimo Percossi | ANSA)

ROMA – Cresce in Italia un «esercito di poveri» e «la povertà tende ad aumentare al diminuire dell’età». È quanto emerge dal Rapporto Caritas Italiana 2018 su povertà e politiche di contrasto, presentato oggi. «In Italia il numero dei poveri assoluti (cioè le persone che non riescono a raggiungere uno standard di vita dignitoso) continua ad aumentare, passando da 4 milioni 700mila del 2016 a 5 milioni 58mila del 2017, nonostante i timidi segnali di ripresa sul fronte economico e occupazionale. Dagli anni pre-crisi ad oggi il numero di poveri è aumentato del 182%, un dato che dà il senso dello stravolgimento avvenuto per effetto della recessione economica», rende noto la Caritas. Da circa un lustro «la povertà tende ad aumentare al diminuire dell’età, decretando i minori e i giovani come le categorie più svantaggiate (nel 2007 il trend era esattamente l’opposto). Tra gli individui in povertà assoluta i minorenni sono 1 milione 208mila (il 12,1% del totale) e i giovani nella fascia 18-34 anni 1 milione 112mila (il 10,4%): oggi quasi un povero su due è minore o giovane».

La risposta di Di Maio
Un motivo in più per far affermare al governo che sulla manovra «indietro non si torna!». Lo afferma il vicepremier Luigi Di Maio in un post su Facebook, dove rileva come i dati di oggi della Caritas «mi confermano ancora una volta che abbiamo fatto bene a inserire nella manovra del popolo delle misure per dare una mano a tutti i cittadini che sono in difficoltà. I soldi per farlo c’erano e ci sono sempre stati – prosegue l’esponente del Movimento 5 Stelle – È bastato togliere un po di privilegi per metterli come copertura dei diritti dei cittadini. E rivendicare il diritto, come Paese sovrano, a fare investimenti sul capitale più importante che abbiamo: il capitale umano, a discapito di quello finanziario, come avrebbero preferito a Bruxelles e al Nazareno. Noi guardiamo tutti i cittadini, soprattutto quelli che nessuno ha mai considerato. E non vediamo solo le loro difficoltà, ma anche le loro potenzialità».

Salvini parla dalla Russia
A Di Maio ha fatto eco l’altro vice premier, Matteo Salvini, che in un’intervista alla Tass prima della sua visita in Russia ha dichiarato: «Sono più propenso a pensare che i lobbisti di Bruxelles non possano sopportare la nostra presenza nel governo. Questa reazione non mi sorprende: dopo molti anni di controllo dei burattini, sono ora costretti a confrontarsi con due movimenti politici, che non hanno da ricattare e che non devono nulla a nessuno, tranne che per proteggere gli interessi della propria gente. Sono convinto – ha aggiunto il leader leghista – che la maggior parte delle critiche apocalittiche che vengono quotidianamente inflitte al nostro governo non corrispondono al reale stato delle cose e alla realtà in cui vivono i nostri cittadini. Altrimenti, come puoi spiegare che tutti i sondaggi d’opinione rivelano il sostegno del nostro governo al 60%?. Le imminenti elezioni europee costituiranno l’inizio di cambiamenti epocali per il futuro dell’Europa – ha sottolineato ancora Salvini – I nostri avversari parlano di una catastrofe imminente, ma questo riguarda solo i loro interessi personali. Per le nazioni europee, tuttavia, ci sarà un’opportunità senza precedenti di creare una nuova Unione, che sarà principalmente un’unione di territori sovrani, basata sui principi della democrazia, e non sugli interessi di una minoranza di speculatori finanziari, come prima».