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Erri De Luca al DiariodelWeb.it: «La politica italiana? Vedo solo il vuoto»

Lo scrittore parla ai nostri microfoni in occasione del primo anniversario del suo Pasto sospeso: «Le istituzioni sono lontane dal piano terra della società»

ROMAErri De Luca, avete festeggiato il primo anniversario del Pasto sospeso, nato alla Garbatella, a Roma, per volontà sua e dello chef Rubio. Un bilancio di questa iniziativa?
È partito con l'idea di seminare pasti sospesi, e la semina è riuscita: ne sono fioriti più di tremila. Questo significa che più di tremila cittadini hanno voluto fornire questo segno di affetto, senza manco sapere a chi, semplicemente sapendo che questo obolo sarebbe stato affidato a persone che avevano bisogno di un pasto e non dovevano vergognarsi di chiederlo. Bastava affacciarsi alla Casetta rossa e chiedere se qualcuno avesse lasciato un pasto sospeso: la risposta era sempre «sì».

È bello che la cittadinanza si impegni spontaneamente per aiutare chi è più in difficoltà, ma questo significa anche che a livello istituzionale non si fa abbastanza?
Lasciamo perdere l'inefficienza delle istituzioni, che sono abbastanza lontane dal piano terra della società. Invece questa società reagisce con gesti di affetto, di semina appunto, che contrastano una volontà di deserto, che intende isolare le persone e farle sentire escluse. Questi sono gesti che includono.

Quindi, quando si dice che la società civile è meglio della sua classe dirigente, forse questo è uno degli esempi che lo dimostrano.
La società civile è quella che tiene insieme un Paese. La classe dirigente è quella che lo dovrebbe amministrare e, da questo punto di vista, abbiamo molto da recriminare.

Ha qualche speranza nelle prossime elezioni?
Ho speranza in mosse come questa. A me le scadenze, l'una tantum, l'occasione, l'Olimpiade, non dicono niente. Conta l'atletica di tutto l'anno.

Andrà a votare?
Sono affacciato, mi sto sporgendo, ma per ora sotto di me vedo il vuoto.