19 settembre 2018
Aggiornato 05:30

Macron contro il dumping sociale in Europa: è un tradimento dei valori Ue

E' iniziato oggi il tour del presidente francese Emmanuel Macron nei Paesi dell'Europa centrale e orientale per affrontare il tema dei lavoratori distaccati e del dumping sociale: « La direttiva come è attualmente è un tradimento dello spirito europeo».
Il Presidente francese, Emmanuel Macron
Il Presidente francese, Emmanuel Macron (ANSA)

SALISBURGO - Una regola dell'Unione europea che consente alle imprese di distaccare lavoratori provenienti da paesi a basso reddito in altri stati membri senza pagare i contributi sociali è un «tradimento dello spirito europeo». Così il presidente francese, Emmanuel Macron, a Salzburg, prima tappa di un tour diplomatico attraverso l'Europa dell'est e centrale che mira a promuovere un ammorbidimento del testo.
«Austria e Francia sono sulla stessa lunghezza d'onda», ha affermato Macron in una conferenza stampa congiunta con il cancelliere austriaco Christian Kern e ha aggiunto che Parigi e Vienna ritengono che la direttiva favorisca il dumping sociale a favore dei paesi dell'Europa orientale.

TRADIMENTO - E' atteso un incontro di Macron con i cechi e gli slovacchi. Il presidente francese che ha fatto delle norme Ue sul lavoro distaccato un tema della campagna elettorale e che su questo punto è sostenuto dalla Germania spera di ottenere sostegno sulla riforma della direttiva del 1996 che consente ad un'impresa di mandare temporaneamente in un altro paese dell'Unione propri lavoratori continuando a pagare i contributi sociali nei paesi d'origine.
«Un'Europa che protegge è un'Europa che sa regolare il problema dei lavoratori distaccati. La direttiva come è attualmente è un tradimento dello spirito europeo. Il mercato unico e la libera circolazione dei lavoratori - ha sottolineato Macron - non hanno lo scopo di favorire i Paesi che promuovono minori diritti sociali».

PROPOSTA DI RIFORMA - L'8 marzo del 2016 la commissione europea ha caldeggiato una riforma delle regole sui lavoratori distaccati. La commissaria Marianne Thyssen, in quell'occasione aveva dichiarato: «Ho detto dall'inizio del mio mandato che avremmo dovuto facilitare la circolazione della mano d'opera ma che questo deve avvenire in modo equo». La proposta di riforma si concentra su tre aspetti in particolare: gli stipendi dei lavoratori distaccati, le norme sui lavoratori temporanei e i distacchi a lungo termine.
Mentre la direttiva attuale esige solamente che al lavoratore distaccato venga assicurato il salario minimo, il progetto di Bruxelles prevede di applicare al lavoratore le stesse regole sulla remunerazione in vigore nel Paese che lo accoglie: in materia di stipendi i lavoratori distaccati e quelli locali sarebbero quindi sottoposti alle stesse regole.
La riforma è stata contrastata da subito dai Paesi dell'est europa: Bulgaria, Ungheria, Croazia, Repubblica Ceca, Polonia, Estonia, Romania, Lituania, Lettonia e Slovacchia.
Parigi invece considera la proposta della commissione non abbastanza incisiva e vorrebbe che le nuove regole possano esplicitamente applicarsi anche al settore dei trasporti.