15 novembre 2019
Aggiornato 00:30
Rapporto sulla stabilità finanziaria dell'UE

Il monito della Bce: «In Italia l'incertezza politica può mettere in crisi la sostenibilità del debito pubblico»

Il rapporto sulla stabilità finanziaria dell'Eurozona pubblicato dalla Bce sottolinea i rischi legati alla sostenibilità dei debiti pubblici e delle imprese a causa dell'incertezza politica di alcuni paesi dell'Ue

Il governatore centrale, Mario Draghi.
Il governatore centrale, Mario Draghi. ANSA

FRANCOFORTE - Il potenziale rialzo dei tassi di interesse sui titoli di Stato potrebbe riaccendere gli interrogativi dei mercati sulla sostenibilità dei debiti pubblici e delle imprese, anche a causa dell'incertezza politica su «alcuni Paesi» dell'area euro. Questo è uno dei 4 rischi chiave identificati dalla Bce nel suo rapporto semestrale sulla stabilità finanziaria, che tuttavia si apre con considerazioni complessivamente rassicuranti. «Negli ultimi sei mesi - si legge - la maggior parte degli stress sistemici nell'area euro sono rimasti a bassi livelli». Ed è appunto questo il binomio che caratterizza la relazione: la situazione generale è positiva ma con una incognita sull'obbligazionario, ovviamente correlata alla possibilità che la stessa Bce proceda ad una graduale riduzione del suo piano di acquisti di titoli. Tuttavia, «il clima dei mercati finanziari è migliorato nel periodo in esame, ma permangono i rischi di riprezzamento sui bond», afferma il rapporto.

A rischio la sostenibilità dei debiti pubblici
«La redditività delle banche resta flebile e le prospettive risentono di una serie di fattori strutturali», tra cui la necessità di smaltire i crediti deteriorati, problema che riguarda anche e soprattutto l'Italia. Nel frattempo «la crescente mole del segmento degli investimenti finanziari ha il potenziale di amplificare i rischi alla stabilità finanziaria». In questo quadro il rapporto identifica quattro rischi chiave sulla stabilità sui prossimi 2 anni. Il primo è quello di un «riprezzamento su scala globale delle attività a reddito fisso, con possibili ripercussioni sulle condizioni finanziarie», che potrebbe essere innescato da un cambio di aspettative dei mercati sulle politiche monetarie o economiche.

I 4 rischi dell'Eurozona identificati dalla Bce
Il secondo rischio chiave è quello di una sorta di spirale negativa tra bassa redditività delle banche e bassa crescita economica, mentre il settore sta affrontando sfide strutturali. Il terzo grande rischio è nella sovramenzionata possibilità di un riaccendersi «delle preoccupazioni sulla sosteniblità dei debiti pubblici e privati, nell'ambito di un riprezzamento del mercato obbligazionario e di incertezza politica in alcuni Paesi». Infine, l'ultimo rischio è quello sulle liquidità nelle imprese non finanziarie e le eventuali ricadute di problemi di questo tipo sul settore finanziario stesso. Infine, vi è il tema Brexit che tuttavia al momento non viene annoverato tra i rischi prevalenti. Anche se la Bce raccomanda alle banche di approntare «piani di transizione» su questa procedura.