23 ottobre 2019
Aggiornato 13:00
Crisi Alitalia

Alitalia, i sindaci aspettano 92 milioni di euro di arretrati e protestano contro il prestito ponte

Sabato 6 maggio, alle ore 10.30, prenderà il via al Terminal 1 di Malpensa la protesta contro il prestito ponte concesso dal governo ad Alitalia. L'iniziativa è dell'ex capogruppo della Lega Nord insieme ai sindaci della regione

ANSA

FIUMICINO – Il destino di Alitalia è ora nelle mani dei tre commissari: Enrico Laghi, Luigi Gubitosi e Stefano Paleari. Gestiranno l'amministrazione straordinaria della compagnia e valuteranno se porre in atto azioni di responsabilità verso il precedente management dell'azienda. Entro 15 giorni verrà pubblicato il bando per i potenziali acquirenti di Alitalia e nel frattempo la continuità aziendale sarà garantita da un prestito-ponte di 600 milioni di euro. Un ulteriore esborso di denaro pubblico, che non trova tutti d'accordo.

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L'ultima speranza di Alitalia
Due settimane per trovare un acquirente. E' questa la speranza di Alitalia. E quella dei tre commissari chiamati a gestirne l'amministrazione straordinaria. Ma non sarà facile. Innanzitutto perché al momento la compagnia aerea non è appetibile sul mercato. Vuoi per i disastrati conti economici, vuoi per il clima post referendum che si è venuto a creare in azienda. «Il referendum ha creato un po' di scompiglio. L'obiettivo è rilanciare Alitalia e in tre non ce la facciamo, dobbiamo essere tutti e dodicimila. Dobbiamo lavorare sul clima interno, creando un clima di fiducia», ha spiegato Luigi Gubitosi durante l'intervista a Rai Night Tabloid.

Altri 600 milioni di euro alla compagnia
Difficile, però, calmare gli animi di quegli stessi lavoratori che hanno perfino deciso di sabotare l'accordo raggiunto tra azienda e sindacati per dare un segnale forte di protesta. Anche perché il problema del personale «è stato rinviato, non eliminato. E la soluzione non sarà indolore», come ha precisato ancora il commissario di Alitalia. Nel frattempo, la continuità aziendale sarà assicurata dal prestito-ponte erogato dallo Stato pari a 600 milioni di euro, che dovrebbe servire a coprire le spese per i voli e i costi operativi dei prossimi sei mesi. Secondo Gubitosi «saranno sufficienti». Ma non tutti gradiscono questo ulteriore esborso di denaro dalle casse dello Stato, dopo i circa 8 miliardi di euro di soldi pubblici già dilapidati dalla compagnia aerea.

La protesta della Lega Nord contro il prestito ponte
Per questo, sabato 6 maggio, alle ore 10.30, prenderà il via al Terminal 1 di Malpensa (gate 19, piano partenze) la protesta contro il prestito ponte concesso dal governo ad Alitalia. A lanciare l'iniziativa dai suoi social è l'ex capogruppo della Lega Nord, Marco Reguzzoni. Ma la protesta è stata fatta propria anche da alcuni sindaci del territorio che sono ancora in attesa di incassare gli arretrati sulla tassa d'imbarco. «Quella di domani - spiega Reguzzoni - è una protesta che non ha colore politico, è un modo per dare voce a un territorio che è stato sacrificato sull'altare degli interessi politici di pochi». Per dar voce anche ai sindaci «che ancora attendono gli oltre 92 milioni di euro di arretrati della tassa d'imbarco» e a tutti i cittadini, imprenditori e lavoratori del sedime aeroportuale «che con l'abbandono di Malpensa da parte di Alitalia sono stati vittima di una scelta scellerata. Saremo lì - conclude Reguzzoni - per dire basta con gli aiuti di Stato a un'azienda che ha già ampiamente dimostrato di non essere capace di stare sul mercato».