17 novembre 2019
Aggiornato 09:30
Crisi Alitalia

Sul destino di Alitalia si spacca la politica italiana

Divisioni trasversali, sia dentro che fuori la maggioranza di governo, per la sorte della compagnia di bandiera. Il premier esclude la nazionalizzazione, ma forse non è detta l'ultima parola

ANSA

FIUMICINO - La politica si spacca sul destino di Alitalia dopo il "no" dei lavoratori al referendum, che apre la strada al commissariamento della compagnia di bandiera. Divergenze anche trasversali, sia nella maggioranza che tra le opposizioni. E qualche strappo emerge anche all'interno dell'Esecutivo.

Gentiloni: Nessuna nazionalizzazione in vista
Il premier Paolo Gentiloni è stato chiaro. «Non ci sono le condizioni per una nazionalizzazione di Alitalia» ha detto il presidente del consiglio, a Benevento, a conclusione della visita al pastificio Rummo. «Tuttavia, il governo si sente impegnato a difendere i lavoratori, i cittadini, gli utenti e i contribuenti - ha aggiunto Gentiloni - e a non disperdere le risorse della compagnia, come hanno già detto altri ministri competenti». Per il ministro dello sviluppo economico Carlo Calenda il percorso dei prossimi mesi è netto.

Cosa attende la compagnia aerea
«Il governo nominerà uno o più commissari, come previsto dalla legge, che avranno 6 mesi per portare avanti il processo di cessione degli asset in modo ordinato senza danneggiare i viaggiatori e la mobilità - ha detto Calenda -. Perché oggi per noi queste sono le priorità: non creare disservizi per i viaggiatori e ridurre al minimo i costi per i contribuenti». Con l'amministrazione straordinaria sono tre i possibili scenari. Il primo è la vendita della compagnia in blocco. Ma in assenza di acquirenti i commissari potrebbero optare per la vendita a pezzi - il cosiddetto "spezzatino"  - e in alternativa c'è la liquidazione della società, ipotesi possibile e anche probabile.

Il possibile interesse di Lufthansa
Sia il governo che i sindacati vorrebbero scongiurare la liquidazione, ma anche la cessione a pezzi. I commissari potranno cercare nuovi soci per dare un futuro all'Alitalia. Già si parla di un possibile interesse di Lufthansa. La vendita a pezzi di Alitalia avrebbe costi sociali più elevati e consentirebbe, di fatto, la spartizione di slot, rotte e flotta della ex compagnia di bandiera tra le low cost ed i big del settore. La strada è in salita, come certificano i numeri del trasporto aereo italiano.

400 milioni pe ril prestito ponte
Alitalia oggi trasporta 23 milioni di passeggeri, due milioni in meno rispetto a 10 anni fa. E nel 2016 sono stati 156 milioni i passeggeri sugli scali italiani. Ryanair è saldamente la prima compagnia in Italia con quasi 30 milioni e in totale trasporta 106 milioni di persone contro i 35 milioni di anni anni orsono. Intanto parte immediatamente il confronto con Bruxelles per il prestito ponte, necessario a garantire la continuità aziendale di Alitalia nella fase di amministrazione straordinaria. Il ministro Calenda ha indicato l'esigenza di 3-400 milioni.

Orfini: Il fallimento di Alitalia è un rischio concreto
I commissari che saranno nominati avranno pieni poteri, ma il confronto con il precedente Parmalat è molto diverso. Alitalia presenta uno squilibrio strutturale nella gestione a differenza dell'ex gruppo di Collecchio. I commissari quindi potranno chiudere rotte che non garantiscono adeguati margini. L'amministrazione straordinaria tuttavia consentirà di scavallare l'estate e studiare soluzioni che non portino alla liquidazione della compagnia. Il fallimento e liquidazione di Alitalia «oggi è un rischio concreto - ha scritto il presidente del Pd Matteo Orfini - ma sarebbe sbagliato considerarlo un esito ineluttabile e prima di accettarlo occorre verificare con attenzione ogni possibile alternativa».

Orlando: Renzi diceva che l'operazione con Etihad era eccezionale
Anche il ministro della Giustizia e candidato alla segreteria del Pd, Andrea Orlando, non vuole sentir parlare di liquidazione. Per Alitalia «non si può fare la nazionalizzazione, ma un ruolo attivo del governo ci può essere per individuare un partner. Su questo sto con Renzi: non possiamo cavarcela con la liquidazione».Orlando non risparmia una frecciata all'ex premier. «Renzi diceva che l'operazione con Etihad era eccezionale, diciamo che non gli affiderei il ruolo di advisor». Il dossier Alitalia entra nella corsa alle primarie del Pd. Michele Emiliano bacchetta Renzi.

Cosa chiedono M5S e SI
«E' stato presidente del Consiglio e ha seguito e controllato Alitalia negli ultimi mille giorni ma non si è accorto di cosa stava accadendo come per le banche, che avevano bisogno di un intervento diverso da quello che è stato fatto per salvare Monte Paschi. Governare significa anche prevedere». Alcuni esponenti del Pd e il M5s per bocca del vice presidente della Camera, Luigi Di Maio, sollecitano un intervento dello Stato anche se in modo indiretto proponendo che nel capitale Alitalia entrino gruppi come Eni, Trenitalia, Leonardo e Poste. Sinistra Italiana invece sostiene apertamente la nazionalizzazione.

Salvini: Così ci guadgnano gli Amici dell'Europa
Anche dal fronte del centrodestra le posizioni su Alitalia sono variegate. «Basta con Alitalia: subito. Il centrodestra sostenga con chiarezza la liquidazione immediata, senza prestiti e compromessi", afferma Stefano Parisi, leader di Energie per l'Italia. Sulla stessa lunghezza d'onda Giancarlo Giorgetti, vice segretario della Lega. «I nodi sono venuti al pettine ed è giunto il momento di assumersi le responsabilità. Nessun inciucio per inventarsi l'ennesimo dazio da far pagare ai cittadini che il loro volo l'hanno già ampiamente pagato pur restando a terra». Il leader della Lega Matteo Salvini attacca l'Europa sulla questione Alitalia. «E' chiaro che c'è gente che deprime e deprezza e poi acquista sottocosto. E' il trucchetto degli amici dell'Europa».