Tasse raddoppiate in Italia

Ocse: L'Italia è avida di tasse sul lavoro e troppo spendacciona sulle pensioni

Il rapporto Ocse sulle tasse da lavoro evidenzia che il cuneo fiscale in Italia è più alto di dieci punti rispetto alla media Ue. Le tasse vengono utilizzate soprattutto per le pensioni, mentre sono troppo bassi gli investimenti in ricerca e sviluppo

Il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan.
Il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan. (ANSA/DANIEL DAL ZENNARO)

ROMA - L'Italia è avida di tasse sul lavoro e spendacciona sulle pensioni. Lo dice il rapporto annuale dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico. Il Belpaese si aggiudica il quinto posto assoluto di tutta l'Ocse per il cuneo fiscale. Ma non finisce qui. Lo Stivale si distingue anche a causa della redistribuzione delle risorse raccolte in tasse: una montagna di gettito, la più elevata in termini di Pil tra tutti i Paesi avanzati, viene riversata nel sistema pensionistico. Mentre siamo il fanalino di coda sulla spesa in ricerca e sviluppo.

Il rapporto dell'Ocse sulle tasse da lavoro
L'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico ha appena pubblicato il suo rapporto annuale sulle tassazione sul lavoro. E se si guarda al cuneo fiscale, ossia il peso di tutte le tasse che gravano sul costo del lavoro, nel 2016 in Italia è risultato pari al 47,8 per cento. Una incidenza di oltre 10 punti percentuali superiore alla media Ocse, pari al 36 per cento. Quantomeno, secondo l'Ocse, lo scorso anno questa voce ha mostrato una limatura di 0,08 punti percentuali. Il livello italiano è comunque inferiore a quello della Germania, seconda assoluta con un cuneo fiscale 2016 al 49,4 per cento.

L'Italia spende troppo per le pensioni
Al primo posto in questa graduatoria si piazza il Belgio, con il 54 per cento, mentre dopo la Germania si trovano Ungheria (48,2%) e Francia (48,1%). All'opposto il livello più basso assoluto è il 7 per cento del Cile, preceduto dalla Nuova Zelanda con il 17,9 per cento e il Messico con il 20,1 per cento. Basso il cuneo fiscale anche in Svizzera, quart'ultima con il 21,8 per cento, mentre negli Usa è al 31,7 per cento. Se invece si va a verificare cosa vadano ad alimentare le tasse raccolte, per l'Italia uno dei dati che spicca con maggiore evidenza dalle tabelle statistiche generali dell'Ocse è che primeggia su tutti per la spesa pensionistica.

I paesi più virtuosi in termini di cuneo fiscale
Raggiunge il 15,8 per cento del Pil, quasi un sesto di tutta la ricchezza prodotta nel Paese in un anno. Si tratta praticamente del doppio della media Ocse, pari al 7,9 per cento in base agli ultimi dati comparabili che risalgono al 2011. E anche in altri Paesi dove, come si è visto, si va a prelevare molto in tasse dal lavoro, la spesa pensionistica è più parca, ad esempio è al 10,6 per cento del Pil in Germania e al 10,2 per cento in Belgio. Il Cile invece, che ha il cuneo fiscale più basso, spende solo il 3,2 per cento di Prodotto interno lordo in pensioni, e la solida Svizzera che a sua volta vanta una tassazione sul lavoro piuttosto bassa, vi dedica il 6,6 per cento del Pil.

Maglia nera per gli investimenti in R&S
All'opposto la penisola è tra i Paesi che impiegano meno risorse su ricerca e sviluppo, appena l'1,21 per cento del Pil, sempre nel 2011, a fronte di una media dell'Ue a 28 dell'1,87 per cento e della media Ocse del 2,33 per cento. E anche in questo caso Paesi con livelli di prelievo elevati sul lavoro si comportano diversamente, spendendo più dell'Italia, come di nuovo la Germania con il 2,79 per cento di Pil speso in ricerca e sviluppo e lo stesso Belgio, che ha il cuneo fiscale più alto ma poi spende il 2,15 per cento di Pil in R&S. In questo caso il Paese capofila è Israele con il 4 per cento del Pil e il fanalino di coda il Cile con lo 0,35 per cento.