29 giugno 2017
Aggiornato 10:30
Giustizia lumaca

L'Ue schiaffeggia la giustizia italiana: «E' la più lenta d'Europa». Noi vi spieghiamo perché

La Commissione europea ha pubblicato il Justice Scoreboard 2017 e al Belpaese è stata assegnata la maglia nera dell'UE insieme a Cipro. Ma ecco perché la giustizia italiana è inefficiente

Il premier Paolo Gentiloni.
Il premier Paolo Gentiloni. (ANSA/GIUSEPPE LAMI)

ROMA – La giustizia italiana fa rima con lumaca. E a dirlo è la Commissione Europea, che ha appena pubblicato il «Justice Scoreboard 2017». Nel Belpaese, in media, ci vogliono 500 giorni per chiudere una causa di primo grado. In tutta l'Unione europea solo Cipro fa peggio di noi.

La giustizia italiana è la lumaca d'Europa
L'Italia è la lumaca d'Europa per quanto riguarda la lunghezza delle cause civili e commerciali. Secondo il rapporto «Justice Scorboard 2017» la situazione è migliorata rispetto al 2013 – annus horribilis – quando servivano oltre 600 giorni (in pratica due anni) per chiudere un processo in primo grado, ma la giustizia italiana è ancora inefficiente. In tutta l'Unione europea solo Cipro fa peggio di noi, anche se i dati disponibili per la piccola isola del Mediterraneo si fermano al 2013. Tutti gli altri paesi membri sono lontani anni luce dai 500 giorni che oggi, in media, servono a un cittadino italiano per concludere una causa civile in primo grado.

In Ue peggio del Belpaese fa solo Cipro
Basti pensare che in Lituania sono sufficienti meno di 100 giorni, solo tre mesi. In altri paesi (Olanda, Austria, Estonia, Svezia, Romania, Repubblica Ceca, Ungheria, Danimarca, Germania, Polonia) bastano tra i 100 e i 180 giorni (al massimo sei mesi). In Portogallo, Spagna, Finlandia, Francia, Grecia, Croazia e Slovacchia servono tra i 300 e i 400 giorni. Poi, in fondo alla classifica comunitaria, troviamo l'Italia e Cipro con la maglia nera. Evidentemente, con queste tempistiche, il nostro sistema giudiziario non è in grado di assicurare la sicurezza dei suoi cittadini, come ha recentemente sottolineato il giudice Angelo Mascolo, magistrato in servizio a Treviso, che ha dichiarato: «Lo Stato (italiano) non c'è più».

In Italia pochi magistrati e troppi avvocati
Ma il problema non sembra essere riconducibile alla cattiva volontà dei giudici italiani, che secondo il rapporto della Commissione europea hanno invece un tasso di risoluzione delle cause civili e commerciali tra i più alti d'Europa. Significa che non solo risolvono i casi entranti, ma anche una parte dell'arretrato. Ed è proprio questo il nodo della questione. Nel «Justice Scoreboard 2017» si evidenzia che in Italia il numero dei magistrati in rapporto alla popolazione è troppo basso: sono solo 10 ogni 100mila abitanti. In Germania, dove la giustizia è molto più efficiente, sono almeno 23 per 100mila abitanti. Il Belpaese pullula, invece, di avvocati: sono 390 ogni 100mila abitanti. I magistrati italiani sono pochi, lavorano male e non hanno una formazione continua. Il risultato è un sistema della giustizia inefficace e inefficiente che necessita urgentemente di una riforma.