16 dicembre 2019
Aggiornato 14:00
Giustizia

Tangenti in Algeria: cadute le accuse per ENI e Scaroni

Prosciolti anche Antonio Vella e Yam Atallah. Andranno invece a giudizio l'ex direttore operativo di Saipem, Pietro Varone, l'ex direttore finanziario, Alessandro Bernini, l'ex ad Pietro Franco Tali, come Farid Noureddine Bedjaoui, fiduciario dell'allora ministro dell'energia dell'Algeria, Samyr Ouraied, uomo di fiducia di Bedjaoui e Omar Habour, considerato il riciclatore delle mazzette

MILANO - Eni «apprende con soddisfazione» la decisione del Giudice per l'udienza preliminare del Tribunale di Milano che stabilito il non luogo a procedere nei confronti della stessa Eni e di alcuni manager della società in relazione alla vicenda delle presunte tangenti legate alle attività di Saipem in Algeria.

ENI, DA NOI MASSIMA COOPERAZIONE - Il Cane a sei zampe, si legge in una nota, «ha fornito la massima cooperazione alla magistratura e ha sempre dichiarato l'estraneità della società e dei propri manager, emersa dapprima dagli esiti delle verifiche interne realizzate da soggetti terzi e oggi confermata dal provvedimento del giudice». Enrico de Castiglione e Alberto Moro Visconti, gli avvocati di Paolo Scaroni, ex amministratore delegato di Eni prosciolto dalle accuse hanno commentato: «Siamo contenti, eravamo certi della sua innocenza».

TUTTI I PROSCIOLTI - Lo scorso 2 ottobre il giudice per le indagini preliminari di Milano Alessandra Clemente ha scagionato Scaroni, nell'ambito del processo per una presunta maxi tangente da 198 milioni di euro che sarebbe stata versata da Saipem, società partecipata da Eni, all'allora ministro algerino dell'Energia Chekib Khelil per ottenere appalti in Algeria. Insieme alla posizione del manager è caduta ogni accusa anche per la società Eni, che era coinvolta ai sensi della legge 231 sulla responsabilità amministrativa di società per reati commessi dai propri dirigenti. Prosciolto anche l'ex responsabile Eni per il Nordafrica Antonio Vella. Prosciolto per difetto di giurisdizione l'altro sospettato di aver riciclato le presunte tangenti, Yam Atallah.

I RINVIATI A GIUDIZIO - Il Gup ha anche accolto l'istanza di patteggiamento presentata dall'ex presidente di Saipem Algeria, Tullio Orsi, che aveva trovato un accordo con la procura su una pena a due anni e dieci mesi e la confisca di 1,3 milioni di franchi svizzeri. Andranno invece a giudizio per la presunta corruzione internazionale di Saipem in Algeria, a quanto ha deciso il Gup di Milano: l'ex direttore operativo di Saipem, Pietro Varone, l'ex direttore finanziario, Alessandro Bernini, l'ex ad di Saipem, Pietro Franco Tali, Farid Noureddine Bedjaoui, fiduciario dell'allora ministro dell'energia dell'Algeria, Samyr Ouraied, uomo di fiducia di Bedjaoui e Omar Habour, considerato riciclatore del denaro delle presunte tangenti pagate dal gruppo italiano. A processo va anche la società Saipem. L'accusa per tutti è di corruzione internazionale. Il processo inizierà il 2 dicembre prossimo davanti alla quarta sezione penale del Tribunale di Milano.