17 novembre 2019
Aggiornato 18:30
Bridge banks

Ubi chiude il 2016 in rosso e accelera sulla Banca unica

Il ceo di Ubi Banca, Victor Massiah, ha annunciato che il 20 febbraio verranno incorporate le altre 5 Banche Rete e l'iter è in netto anticipo sui tempi. L'istituto, però, ha chiuso l'anno scorso con un rosso da 830 milioni di euro

MILANO - Dopo aver concluso a novembre la prima ondata di incorporazioni in Ubi delle prime due Banche Rete (Bre e Bpci), il 20 febbraio verranno incorporate tutte le altre cinque Banche Rete (Banca Popolare di Bergamo, Banco di Brescia, Banca di Valle Camonica, Banca Popolare di Ancona e Banca Carime) in netto anticipo sui tempi previsti. Lo rende noto Ubi nel comunicato sui conti trimestrali.

Ubi accelera sulla Banca unica
«La Popolare Commercio e Industria e la Banca Regionale Europea sono state incorporate nel mese di novembre e con un numero di incidenti ridottissimo e un numero di reclami che si conta letteralmente sulle dita di una mano - ha commentato il Ceo Victor Massiah - Questo ci ha incoraggiato ad accelerare il processo sulle altre banche, per cui, invece di agire con due ulteriori ondate, agiremo con un'unica ondata definitiva il 20 febbraio».

Le cessione dei crediti non performanti e l'intervento di Atlante
Quanto ai tempi per la conclusione dell'iter di acquisizione delle tre bridge banks (Banca Marche, Etruria, CariChieti), Massiah ha spiegato: «abbiamo firmato il contratto nella prima decade di gennaio e sono previste delle precondizioni per la finalizzazione definitiva del contratto». Queste precondizioni riguardano innanzitutto la cessione dei crediti non performanti che sono stati individuati da Ubi come cedibili: «sappiamo che Atlante ha già preso una delibera in tal senso, si tratta di mettere a terra questa componente», ha sottolineato Massiah.

Ubi chiude il 2016 con una perdita di 830 milioni
Si tratta poi di finalizzare alcuni dettagli che sono previsti sempre nel contratto, inclusa evidentemente la ricapitalizzazione delle banche stesse da parte del Fondo di Risoluzione. La stima che Ubi banca ha comunicato al mercato è di circa tre mesi. «Quindi io sono abbastanza ottimista sul fatto di arrivare alla primavera con un lavoro già molto avanzato», ha concluso il ceo dell'istituto di credito. Nel frattempo la banca ha reso noti anche i risultati per il 2016, che vedono una perdita di 830 milioni al termine di un esercizio e in particolare di un ultimo trimestre «vivace», come ha avuto modo di definirlo il ceo Victor Massiah.