2 giugno 2020
Aggiornato 08:00
Fusione Bpvi e Veneto Banca

Bpvi, Iorio lascia la Vicenza dopo 18 mesi a 10mila euro al giorno (lordi)

Dopo le dimissioni di Francesco Iorio, alla Banca Popolare di Vicenza arriva Fabrizio Viola, vecchia conoscenza del Monte Paschi Siena. Ma l'ex amministratore delegato lascia la Vicenza con un piccolo - si fa per dire - tesoretto

MILANO – Dopo le dimissioni dell'ormai ex amministratore delegato, Francesco Iorio, alla Banca Popolare di Vicenza arriva Fabrizio Viola. Secondo alcuni rumors, Iorio si sarebbe dimesso per dissidi con il Fondo Atlante. Ma lascia la guida dell'istituto vicentino con un piccolo – si fa per dire – tesoretto.

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Le dimissioni di Iorio e l'arrivo di Viola
Il Cda della Banca Popolare di Vicenza ha preso atto delle dimissioni rassegnate da parte dell'ormai ex Ad e direttore generale, Francesco Iorio, il 4 dicembre scorso. E oggi accoglie il nuovo amministratore delegato dell'istituto vicentino, Fabrizio Viola, vecchia conoscenza del Monte Paschi Siena. Secondo alcuni rumors sembra che Iorio si sia dimesso a causa di alcuni dissidi con il Fondo Atlante, che ha sottoscritto gran parte dell'aumento di capitale di Bpvi. L'ex Ad era approdato alla guida dell'istituto vicentino nel giugno del 2015 e ha guidato la Vicenza «in uno dei momenti più difficili della sua storia», come sottolineano in una nota di ringraziamento il presidente e il vicepresidente della banca, Gianni Mion e Salvatore Bragantini. Ma lascia la banca con un piccolo – si fa per dire – tesoretto.

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L'amministratore scelto da Gianni Zonin
Vale la pena ricordare che fu Gianni Zonin a volere Iorio come amministratore delegato. Quello stesso Zonin che potrebbe aver truffato circa 100mila azionisti con lo schema che porta il suo nome e quelle tristemente note «operazioni baciate». A quei tempi Iorio era di casa a Ubi Banca dove svolgeva l'incarico di direttore generale e, come riporta Stefano Righi su Il Corriere della Sera, per traslocare a la Vicenza pretese un bonus di entrata pari a 1,7 milioni di euro. Ai quali si aggiunsero 1,7 milioni lordi annui per il nuovo incarico di lavoro presso l'istituto vicentino. Iorio sapeva bene che la Banca Popolare di Vicenza sarebbe stata una sfida «molto rischiosa» - per usare le sue stesse parole – e pretese per questo una lauta ricompensa. A distanza di 18 mesi e 4 giorni, Iorio lascia la guida della banca.

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Un «piccolo tesoretto» per 551 giorni di lavoro
Ma ha già incassato con la sua mission circa 4,236 milioni di euro, a cui si aggiungono - come previsto dal contratto - altre due annualità che fanno salire il suo tesoretto a quota 7,636 milioni di euro. Il tutto per 551 giorni di lavoro. Non sorprende dunque il commento di Giulio Romani, segretario generale di First Cisl, primo sindacato del settore finanziario italiano, riguardo alla notizia del possibile avvicendamento ai vertici della banca veneta: «Auspichiamo che dopo le esose pretese economiche avute in entrata e quelle reiterate nel corso del suo breve mandato, il dottor Iorio abbia il pudore di evitarci di dover leggere di ulteriori liquidazioni milionarie». Sarebbe bello che l'esempio recentemente dato dal presidente Anselmi in Veneto Banca (dimessosi perché contrario agli esuberi dell'istituto), che sembra abbia rinunciato ad ogni buonuscita, possa diventare una regola, almeno nelle aziende che denunciano difficoltà sul piano occupazionale.

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