5 dicembre 2019
Aggiornato 20:00
Cessione good bank

Good bank, Nicastro: «Vicini alla cessione». Ma l'acquirente dov'è?

Il presidente delle good bank, Roberto Nicastro, ha assicurato che «il punto di svolta è vicino» , ma sempra improbabile che le operazioni possano concludersi entro la scadenza fissata per la cessione dei quattro istituti di credito: il 30 settembre

MILANO – La cessione delle good bank si concluderà ai «tempi supplementari». La scadenza fissata per la vendita dei quattro istituti sorti dalle ceneri di Banca Etruria, CariChieti, CariFerrara e Banca Marche è il 30 settembre, ma sembra impossibile che le operazioni possano concludersi entro pochi giorni. Nonostante le parole rassicuranti del presidente Roberto Nicastro, una proroga sarà inevitabile.

La lettera del presidente Nicastro
Secondo il presidente delle good bank, Roberto Nicastro, la cessione è vicina. «Dopo 10 mesi di duro lavoro crediamo di essere vicini al punto di svolta tanto atteso», scrive in una lettera aperta inviata ai dipendenti delle quattro banche salvate . Tuttavia, è molto improbabile che le operazioni possano concludersi entro la scadenza prevista del 30 settembre. La cessione delle good bank arriverà presumibilmente ai «tempi supplementari» e una proroga si renderà necessaria per il completamento delle operazioni.

Il via libera della Commissione europea
A mettere le mani avanti, d'altronde, è lo stesso Mef. Il Ministero dell'Economia ha confermato di avere in corso con la Commissione europea un dialogo per concordare maggiore flessibilità sulle tempistiche. E la commissaria europea alla Concorrenza, Margarethe Vestager, ha confermato che «qualora una piccola proroga si rendesse necessaria non saremo noi ad opporci». Il punto fondamentale, infatti, «è assicurarsi che si preservi il valore degli asset, minimizzando allo stesso tempo l«impatto negativo sulla concorrenza».

L'interesse (vero o presunto) di Ubi
Via libera dunque a una dilazione dei tempi, ma il closing continua ad apparire difficile. La prima asta, che si è svolta nel mese di luglio, si è conclusa con un nulla di fatto, e sebbene diversi rumors raccontino di alcuni potenziali acquirenti interessati, nulla è dato per certo. In pole position ci sarebbe Ubi Banca, che alcuni giorni fa sembrava disposta ad acquistare tutti e quattro gli istituti mettendo sul piatto 500 milioni di euro. L'indiscrezione arrivava dal Messaggero, ma l'istituto di credito in questione si è limitato a un silenzio sibillino e per il momento ha preferito non confermare la notizia.

I rumors sulla Banca Popolare dell'Emilia Romagna
Si era parlato anche di un interessamento della Banca Popolare dell'Emilia Romagna, ma i rumors finora sono rimasti tali. Nel frattempo, nel primo semestre dell'anno, le good bank hanno subito una perdita di 133,9 milioni di euro. Come avevamo già avuto modo di sottolineare, si tratta di un rosso comunque «inferiore alle attese», che si confronta con una perdita secca di 153 milioni di euro risalente agli ultimi 40 giorni del 2015. In gioco, però - è bene ricordarlo -, non ci sono comunque solo gli asset «buoni» delle quattro banche risanate, ma anche il capitale anticipato da Unicredit, Intesa e Ubi Banca per far nascere le good bank. E si tratta di 1,8 miliardi di euro.