6 agosto 2020
Aggiornato 08:30
Stress test «adieu»

Mps, il titolo vola dopo l'ok di Francoforte al piano di salvataggio

Balzo in avanti per Mps nella prima seduta utile di Piazza Affari dopo il verdetto dell'Eba e il via libera della BCE per il piano di salvataggio dell'istituto senese. Ma le criticità della maxi operazione persistono

ROMA – La reazione dei mercati dopo la diffusione dei risultati degli stress test 2016 non si è fatta attendere. I titoli bancari, nella prima seduta utile di Piazza Affari dopo il weekend, sono tutti altamente volatili, ma il più «scatenato» è proprio quello del Monte dei Paschi. Il titolo di Mps guadagna il 6,1% a 0,32 euro dopo il verdetto dell'Eba e la successiva approvazione del piano di salvataggio dell'istituto da parte della BCE. Ma molte domande restano senza risposta.

Balzo in avanti per Mps
Nella prima seduta utile dopo il verdetto dell'Eba, il titolo di Mps ha preso la rincorsa e ha guadagnato il 6,1% a 0,32 euro. La volatilità regna sovrana in Piazza Affari e coinvolge tutti i titoli bancari. Ma il più «scatenato» è proprio quello della banca più antica del mondo, che alle ore 9,30 aveva già fatto un salto del 9,32% a quota 0,33360 euro, come riporta l'AGI. Il via libera da parte della BCE al piano di salvataggio per l'istituto senese ha iniettato una certa dose di fiducia sui mercati finanziari e caricato la molla sottostante al titolo azionario che per ora l'ha lanciato in cima alla classifica dei rialzi.

Via libera da Francoforte e dal Cda
Il verdetto dell'Eba sembra già un ricordo lontano. L'etichetta di banca più fragile d'Europa uno sberleffo di poca importanza. I mercati finanziari hanno dimenticato la bocciatura dell'Autorità bancaria europea, e la tensione che per giorni ha accompagnato il titolo azionario fino alla pubblicazione dei risultati degli stress test si è risolta, come l'opera di Shakespeare, in tanto rumore per nulla. E' bastata l'approvazione da parte del Cda del Monte dei Paschi al piano di salvataggio, dopo il semaforo verde di Francoforte, a far balzare in alto il titolo di Mps. Oggi il «caso Siena» quasi non esiste più. L'angoscia della bocciatura ha lasciato il posto al conforto di chi sa di poter contare sugli «esami di riparazione».

Il piano di salvataggio
Ma la partita non è finita e molte questioni restano tutt'ora irrisolte. Il piano di salvataggio è audace e deve poter contare sulla partecipazione di diversi soggetti. Sarà indispensabile il supporto del salvagente-Atlante, ma anche quello delle grandi banche d'affari, come Jp Morgan e Mediobanca, che hanno offerto il loro aiuto per garantire l'aumento di capitale da 5 miliardi di euro per l'istituto senese. La strada è tracciata, ma è irta e scoscesa. Il piano prevede da un lato una maxi cartolarizzazione per smaltire circa 27 miliardi di sofferenze lorde e dall'altro un aumento di capitale da 5 miliardi di euro. Innanzitutto, come spiegano Luca Davi e Carlo Festa su Il Sole 24 Ore, Mps dovrà aumentare le coperture sui bad loans, che passeranno da 63,3% al 67%.

Come avverrà la dismissione delle sofferenze
Questa operazione avrà un costo di circa 1 miliardo. Poi dovrà fare la stessa cosa per le coperture delle inadempienze probabili e degli scaduti, che saliranno al 40%. Questa seconda operazione costerà altri 2 miliardi di euro. Solo a questo punto potrà iniziare la dismissione dei crediti deteriorati attraverso un veicolo Svp (Special purpose vehicle) che si finanzierà sul mercato mediante l'emissione di tre tranche di cartolarizzazioni. La prima è la tranche «senior» - quella con il profilo di rischio più basso - da 6 miliardi , poi sarà la volta della mezzanina da 1,6 miliardi che verrebbe sottoscritta dal fondo Atlante e per ultima la tranche «junior» da 1,6 miliardi destinata agli azionisti di Mps. Si arriva così all'importo complessivo di circa dieci miliardi di sofferenze nette di cui avevamo già avuto modo di argomentare.

Le criticità della maxi operazione
Il ruolo più importante sarà proprio quello svolto da Atlante, ma la notizia della partecipazione dell'Adepp, che – su indicazione dell'Esecutivo - verserà un obolo di circa 500 milioni di euro per la causa di Mps, ha provocato diversi malumori tra le Casse di previdenza. E il loro benestare non è affatto scontato. Nel frattempo, però, Mps dovrà anche varare l'aumento di capitale da 5 miliardi di euro per coprire la maxi cartolarizzazione. Otto grandi banche d'affari hanno già costituito la cordata per sostenerlo e firmato le lettere di underwriting. Si tratta di JpMorgan, Mediobanca, Santander, Bofa Merrill Lynch, Citigroup, Credit Suisse, Deutsche Bank e Goldman Sachs. Come abbiamo già avuto modo di sottolineare, la ricapitalizzazione sarà pari a ben 6 volte l'attuale valore dell'istituto bancario (che al momento si aggira intorno agli 800 milioni di euro). Si tratta nel complesso di una gigantesca operazione durante la quale tutti gli ingranaggi dovranno funzionare alla perfezione. E il prezzo da pagare sarà comunque l'indebolimento della parte più sana del sistema bancario.