23 maggio 2022
Aggiornato 17:00
E' record

Boom del Pil irlandese, raggiungerà il 26,3% nel 2016. E che succede con la Brexit?

Secondo l'Ufficio di statistica irlandese, il tasso di crescita del Pil nazionale sarà pari al 26,3% nell'anno in corso. Ecco qual è il segreto dell'economia celtica e quali conseguenze avrà la Brexit su Dublino.

ROMA – La tigre celtica torna a ruggire. L'istituto di statistica irlandese ha rivisto al rialzo le stime della crescita nazionale per il 2016 e il risultato è da capogiro. I nuovi calcoli sul Pil prevedono che l'Irlanda raggiungerà la doppia cifra e l'incremento sarà addirittura del 26,3%. Vi spieghiamo a cosa è dovuta questa previsione da record.

Il tasso di crescita del Pil sarà pari al 26,3%
Dublino sbalordisce l'UE. Dopo essersi ripresa dalla crisi economica internazionale, ora la tigre celtica torna alla ribalta e l'eco del suo ruggito finisce sulla stampa internazionale. La notizia della diffusione dei nuovi dati sulla crescita economica irlandese ha fatto il giro del mondo. D'altronde, le stime dell'Ufficio di statistica nazionale, che ha rivisto al rialzo quelle precedenti, sono da capogiro. Secondo queste previsioni, il tasso di crescita del Pil irlandese nel 2016 dovrebbe raggiungere il 26,3%.

Raddoppia il record cinese
Una crescita a dir poco sbalorditiva se pensiamo che il record cinese si ferma – si fa per dire – al 13,1% del 1994. Naturalmente, gli economisti invitano gli investitori alla prudenza e alcuni si spingono oltre, definendo addirittura «prive di senso» queste stime. E' il caso di Paul Krugman. Finora, infatti, la crescita nazionale su base annua è stata solo del 2,3%. Un dato decisamente positivo se paragonato agli zero virgola del Belpaese, ma molto lontano delle previsioni appena diffuse.

Il segreto dell'economia irlandese
A cosa si deve dunque una stima che ha quasi dell'incredibile? Innanzitutto, bisogna sottolineare che l'Irlanda è una piccola economia, ma molto aperta e soggetta ad ampie fluttuazioni per la presenza di molte multinazionali. La loro presenza, che offre un contributo significativo alla crescita economica nazionale, non è casuale. Il paese, infatti, ha adottato una politica fiscale particolarmente vantaggiosa per le imprese, con un'aliquota ultra-light pari al 12,5%. Per questa ragione, diverse multinazionali hanno deciso di trasferirsi in quel di Dublino, contribuendo al salto di qualità dei conti pubblici irlandesi.

Il «colpaccio» del 2016
Nel 2016, inoltre, è previsto un evento particolarmente interessante, che potrebbe far schizzare ancora più in alto il tasso di crescita del Pil nazionale e ad esso potrebbe essere dovuto, almeno in minima parte, il rialzo diagnosticato dall'Ufficio di Statistica. Secondo i calcoli nazionali dovrebbe aumentare significativamente il numero di aerei importati con contratti di leasing internazionali. E sarebbe un altro «colpaccio» per la verde e fiorente economia irlandese, che ha appena visto crescere la spesa dei consumi nazionali del 4,5%.

Le conseguenze della Brexit sull'economia celtica
Tuttavia, occorre essere prudenti ed evitare – nel caso foste investitori - di lasciarsi prendere da facili entusiasmi. Anche per la tigre celtica c'è all'orizzonte l'incognita brexit. A causa degli stretti legami con il Regno Unito le conseguenze del voto inglese potrebbero coinvolgerla direttamente. In un senso o nell'altro. Per quanto riguarda le ripercussioni negative, influenzeranno probabilmente l'export e gli investimenti. Ma l'Irlanda dalla brexit potrebbe anche guadagnarci, perché le numerose banche che hanno sede nella City e che oggi cercano una nuova casa potrebbero guardare a Dublino, oltre che a Francoforte, Parigi e Milano per trovarne una e restare in UE.