18 maggio 2021
Aggiornato 04:00
circolo vizioso

Istat: a maggio sale la fiducia delle imprese, ma scende quella dei consumatori

In calo il clima di fiducia dei consumatori, peggiorano le aspettative sulla disoccupazione e nelle imprese vanno male le attese sulle vendite future

ROMA - Migliora la fiducia delle imprese mentre è in calo quella dei consumatori. E' quanto emerge dalla rilevazione dell'Istat per il mese di maggio. L'indice del clima di fiducia dei consumatori diminuisce passando a 112,7 da 114,1 del mese precedente; per quanto riguarda, invece, le imprese, l'indice composito del clima di fiducia aumenta a 103,4 da 102,7.

In calo il clima di fiducia dei consumatori
Riguardo le componenti del clima di fiducia dei consumatori, il clima personale cresce a 105,4 da 104,8, ma diminuiscono la componente economica (a 135,9 da 140,2), quella futura (a 117,8 da 120,0) e quella corrente (a 109,8 da 110,0). I giudizi e le attese sulla situazione economica del paese peggiorano (a -47 da -39 e a 3 da 8, i rispettivi saldi). Aumentano sia il saldo relativo ai giudizi sui prezzi nei passati 12 mesi (a -27 da -36), sia quello delle attese per i prossimi 12 mesi (a -20 da -33).

Peggiorano le aspettative sulla disoccupazione
Peggiorano le aspettative sulla disoccupazione (a 25 da 21, il saldo). Riguardo le imprese, il clima di fiducia scende nella manifattura (a 102,1 da 102,7), nelle costruzioni (a 120,4 da 121,2), nei servizi di mercato (a 107,4 da 107,9) e nel commercio al dettaglio (a 100,9 da 101,9). Per una corretta interpretazione dell'andamento dell'indice composito (Iesi) rispetto alle dinamiche settoriali si rimanda alla nota riportata in calce.

Nelle imprese male le attese sulle vendite future
Nelle imprese manifatturiere peggiorano i giudizi sugli ordini (a -15 da -14) mentre le attese sulla produzione rimangono stabili a 10; il saldo dei giudizi sulle scorte passa a 3 da 4. Nelle costruzioni migliorano i giudizi sugli ordini e/o piani di costruzione (a -34 da -35) e peggiorano le attese sull'occupazione. Nei servizi migliorano le attese sugli ordini (a 11 da 8) ma peggiorano i giudizi sugli ordini e le attese sull'andamento dell'economia italiana (a 11 da 12 e a -1 da 2, rispettivamente). Nel commercio al dettaglio peggiorano le attese sulle vendite future (a 14 da 23), rimangono stabili i giudizi sulle vendite correnti e il saldo sulle scorte di magazzino passa a 5 da 11.

(fonte Askanews)