4 dicembre 2020
Aggiornato 03:00
Via l'errore tecnico

Pensioni, il dietrofront del Governo: la reversibilità non si tocca

L'annuncio arriva direttamente dal Ministero del Lavoro: il riferimento al taglio delle pensioni di reversibilità contenuto nel Def verrà soppresso da un emendamento allo studio dell'Esecutivo. Ma intanto i sindacati hanno confermato la manifestazione del 19 maggio.

ROMA - L'Esecutivo fa dietrofront. Non è previsto nessun intervento di razionalizzazione delle prestazioni di natura previdenziale, a partire dalle pensioni di reversibilità. I pensionati possono tirare un sospiro di sollievo, ma per i sindacati bisognerà aspettare la fine dell'iter di approvazione della legge per dormire sonni tranquilli.

L'annuncio del Ministero del Lavoro
L'annuncio arriva direttamente dal Ministero del Lavoro: le pensioni di reversibilità sono salve. Il governo ha predisposto uno specifico emendamento al Disegno di Legge Delega contenente norme relative al contrasto della povertà, che ha iniziato l'iter parlamentare nelle commissioni riunite Lavoro e Affari Sociali della Camera. Questo emendamento, che verrà presentato non appena saranno aperti i termini relativi, e quindi dopo la conclusione del ciclo di audizioni sul provvedimento, propone la soppressione del riferimento alla razionalizzazione «di altre prestazioni anche di natura previdenziale, sottoposte alla prova dei mezzi».

Il riferimento nel Def al taglio delle pensioni di reversibilità
Nel testo del Def, infatti, quel riferimento alla possibilità di intervenire sulle pensioni di reversibilità non era passato inosservato ed aveva suscitato nei giorni scorsi critiche e polemiche. Il primo a lanciare l'allarme e a puntare il dito contro l'Esecutivo era stato il Presidente della Commissione Cesare Damiano, e le giustificazioni fornite dal ministro del Lavoro non avevano convinto nessuno, tantomeno i sindacati: «Un errore tecnico», lo aveva definito Giuliano Poletti. «Un equivoco dovuto a una frase generica», gli aveva fatto eco il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Tommaso Nannicini.

La manifestazione del 19 maggio
Probabilmente questo stop and go da parte del governo nascondeva una faida interna all'Esecutivo tra coloro che avrebbero voluto effettivamente il giro di vite sulle pensioni di reversibilità e coloro che invece erano contrari, fatto sta che oggi finalmente i pensionati possono tirare un sospiro di sollievo. Il Ministero del Lavoro ha ribadito in una nota ufficiale che «si esclude, in maniera assoluta, qualsiasi tipo di intervento su prestazioni quali le pensioni di reversibilità e le integrazioni al minimo». Anche i sindacati festeggiano il risultato, ma sottolineano che sarà necessario aspettare la fine dell'iter di approvazione della legge per dormire sonni tranquilli. Nel frattempo, anche per continuare a tenere alta l'attenzione dell'opinione pubblica sulla questione, è stata confermata la manifestazione dei pensionati prevista per il 19 maggio a piazza del Popolo. Non sia mai che l'Esecutivo avesse in mente un altro dietrofront.