5 aprile 2020
Aggiornato 01:30
Previdenza per «far cassa»

Barbagallo: «Se Renzi tocca le pensioni è da mandare a casa»

Duro il leader della UIL: Su assegni reversibilità il Premier «ci prova», ma «sbatterà il muso». La replica del Ministro Poletti: «La polemica sulle pensioni di reversibilità è totalmente infondata».

ROMA - Se il premier Matteo Renzi vuole fare cassa ancora una volta con le pensioni, tagliando gli assegni di reversibilità, allora «questo Paese deve prendere atto che il Governo è da mandare a casa». Così il leader della Uil, Carmelo Barbagallo, secondo cui su questa vicenda Renzi «sbatterà il muso».
Concludendo un'iniziativa della Uilca, la categoria dei lavoratori delle banche, Barbagallo ha sottolineato che l'esecutivo «ci prova» per vedere qual è la reazione.

Su assegni reversibilità «ci prova»
Barbagallo è convinto, dunque, che la sortita sulle pensioni di reversibilità non sia stato un bluff. «Eravamo al Robin Hood che levava ai ricchi per dare ai poveri. Poi abbiamo conosciuto il Robin Hodd che levava ai poveri per dare a ricchi. Adesso siamo al Robin Hood geneticamente modificato: leva ai poveri per dare ai poveri. Non stanno bluffando, ci provano».
Il numero uno della Uil ha aggiunto che bisogna mettere mano alla riforma Fornero, che è stata una gigantesca operazione di cassa ai danni dei ceti più deboli del Paese, «80 miliardi di risparmi fino al 2020», ha ricordato Barbagallo.

Poletti: Totalmente infondata polemica su reversibilità
«La polemica sulle pensioni di reversibilità è totalmente infondata». Ad assicurarlo è il ministro del Lavoro e delle politiche sociali, Giuliano Poletti.
«Evidentemente - ha spiegato - c'è chi cerca facile visibilità e si diletta ad inventare un problema che non c'è per poi poter dire di averlo risolto. La proposta di legge delega del governo lascia esplicitamente intatti tutti i trattamenti in essere. Per il futuro non è allo studio nessun intervento sulle pensioni di reversibilità; tutto quello che la delega si propone è il superamento di sovrapposizioni e situazioni anomale».
«Ribadisco che il governo vuole dare e non togliere: per questo, per contrastare la povertà, nella legge di stabilità è previsto lo stanziamento di 600 milioni per il 2016 e di 1 miliardo strutturale a partire dal 2017», ha concluso.

Sostieni DiariodelWeb.it

Caro lettore, se apprezzi il nostro lavoro e se ci segui tutti i giorni, ti chiediamo un piccolo contributo per supportarci in questo momento straordinario. Grazie!

PayPal