18 gennaio 2020
Aggiornato 10:00
Mercato delle materie prime

L'onda lunga del crollo dei prezzi del petrolio travolge la valuta dell'Azerbaijan

La Banca centrale ha dovuto abbandonare una banda di oscillazione su dollaro e euro, dopo aver bruciato in poco tempo metà delle sue riserve in valuta estera. E come lo scorso febbraio il manat va a picco, -32%.

BAKU - L'onda lunga del crollo dei prezzi del petrolio travolge la valuta dell'Azerbaijan, il manat, costringendo la Banca centrale ad abbandonare una banda di oscillazione su dollaro e euro, dopo aver bruciato in poco tempo metà delle sue riserve in valuta estera. L'istituzione monetaria ha dovuto ammettere che la caduta delle quotazioni dell'oro nero «e le continue svalutazioni di Paesi partner hanno iniziato a ripercuotersi negativamente sull'economia dell'Azerbaijan».

Caduta a piombo della divisa azera
L'annuncio dello sganciamento dal dollaro ha innescato una caduta a piombo della divisa azera, che rispetto ai valori di venerdì scorso ha ceduto quasi un terzo sul biglietto verde: a fronte di valori prossimi a 1:1 delle passate sedute, il dollaro è schizzato a 1,55 manat.
Il tutto dopo che già a febbraio l'Azerbaijan aveva abbandonato il cambio fisso sul dollaro, svalutato di un analogo 33 per cento e bloccato la sua valuta in una banda che stavolta oltre al dollaro includeva anche l'euro.

Brent al minimo da 11 anni
Baku segue quanto già deciso da vicino Kazakhstan, che precedentemente aveva a sua volta abbandonato una banda di oscillazione valutaria controllata per passare ad una regime di cambi libero, non essendo più sostenibile un cambio controllato.
Gli idrocarburi assicurano circa i due terzi delle esportazioni totali dell'Azerbaijan e proprio oggi il Brent, il greggio di riferimento del mare del nord, ha segnato il minimo da oltre 11 anni, poco sopra 36 dollari.