29 giugno 2017
Aggiornato 10:30
Referendum trivelle

Gentiloni concede il via libera ai petrolieri e «prende in giro» i cittadini italiani

Il governo Gentiloni ha appena licenziato un decreto del precedente Esecutivo che estende la possibilità di sfruttare i giacimenti petroliferi anche nelle 12 miglia dalla costa

Il premier, Paolo Gentiloni.
Il premier, Paolo Gentiloni. (ANSA/GIUSEPPE LAMI)

ROMA – Dimenticate il referendum del 17 aprile scorso. Il governo Gentiloni ha appena dato il via libera a nuove trivelle e perforazioni nei nostri mari. Nonostante il parere contrario dei cittadini italiani.

Via libera ai petrolieri
Fatta la legge, trovato l'inganno. Nonostante il verdetto incontestabile del referendum sulle trivelle che si è svolto in Italia lo scorso 17 aprile, il governo Gentiloni ha appena licenziato un provvedimento che regala ampi margini di manovra ai petrolieri. Sull'ultimo numero della Gazzetta ufficiale, infatti, è stato pubblicato un decreto del Ministero dello Sviluppo economico, risalente al dicembre scorso e quindi realizzato dal precedente Esecutivo, che estende la possibilità di sfruttare i giacimenti petroliferi anche all'interno della «fascia protetta» delle 12 miglia dalla costa. Senza autorizzazioni.

«Trivella facile» nei mari italiani
Le multinazionali petrolifere, infatti, d'ora in poi potranno continuare a trivellare e a procedere con nuovi carotaggi, se hanno bisogno di nuovi pozzi, senza bisogno di chiedere nuove autorizzazioni. «Alla faccia degli oltre 12 milioni di italiani che allo scorso referendum avevano detto no a nuove piattaforme petrolifere entro le 12 miglia», si legge sul blog di Beppe Grillo. Gli esponenti del Movimento 5 stelle denunciano l'accaduto definendolo una «presa in giro» nei confronti dei cittadini. Con questo decreto il governo «spiana la strada alla trivella facile nei nostri mari», facendo un gran favore ai petrolieri e «mettendo a rischio la salute degli italiani».

Il monito del costituzionalista
Probabilmente questa notizia passerà in sordina sui media nazionali, ma c'è chi crede che con questo decreto il governo Renzi-Gentiloni stia eludendo il divieto di legge. E' il caso del costituzionalista ed estensore dei quesiti referendari, Enzo Di Salvatore. Come riporta Il Fatto Quotidiano, la norma prevede che entro le 12 miglia marine sia possibile solo «continuare a estrarre con i pozzi esistenti e portare a termine il programma di sviluppo, mentre l’utilizzo di nuovi pozzi e nuove piattaforme è consentito solo se già previsto dal programma di sviluppo originariamente presentato». Era stato il Consiglio di Stato, peraltro, nel 2011 a confermare questo limite in un parere dato all'allora governo Berlusconi. «Ora ci ritroveremo a fare i conti con tutti i progetti passibili di modifica. Che non sono pochi», sottolinea Enzo Di Salvatore.