28 febbraio 2020
Aggiornato 04:00
Cambiare la legge Fornero

Furlan: «Sciopero? In campo tutti gli strumenti»

Così il Segretario generale della Cisl, intervenuta ieri mattina a Torino in uno dei tre incontri nazionali con i quadri e i delegati di Cgil, Cisl e Uil sul tema della riforma delle pensioni: «Mi auguro di evitarlo. Governo dica una parola chiara»

TORINO - È «un dovere morale» cambiare la legge Fornero, «la peggiore legge pensionistica d'Europa» e il governo che ne ha la responsabilità deve dire una «parola chiara». Il sindacato ha la sua proposta mentre le risorse possono essere individuate dalla lotta alla corruzione e all'evasione fiscale e contributiva. Così Annamaria Furlan, segretario generale della Cisl, intervenuta ieri mattina a Torino in uno dei tre incontri nazionali con i quadri e i delegati di Cgil, Cisl e Uil sul tema della riforma delle pensioni.

In campo tutti gli strumenti
La mobilitazione continuerà - ha assicurato Furlan - «utilizzeremo - ha detto - tutti gli strumenti necessari ma mi auguro davvero di non dover arrivare allo sciopero». «Il governo - ha affermato Furlan - deve assumersi la responsabilità di svolgere il suo ruolo e presentare una proposta, noi ce l'abbiamo ma siamo stufi di sentire tante proposte e non quelle di chi ha la responsabilità di farle. Vogliamo parole chiare dal governo, le metta sul tavolo e apriamo un confronto serio».

Servono parole chiare dal Governo
«Da mesi - ha proseguito Furlan - ascoltiamo ministri, economisti, editorialisti, presidenti dell'Inps che dicono che la legge Fornero va riformata e noi ne siamo proprio convinti».
«Vorremmo - ha detto ancora a margine di un'iniziativa sui media - parole chiare dal governo: il presidente del Consiglio a inizio autunno ha detto che avrebbe convinto il ministro Padoan della necessità di riformare la legge Fornero, però nella Finanziaria non c'è nulla di questo. Il ministro Poletti, nei tanti annunci, ha di nuovo detto che aprirà il confronto sulla riforma, noi siamo pronti».
«Renzi - ha concluso Furlan - deve fare il suo mestiere, e oltre a fare grandi annunci deve mettere sul tavolo proposte vere a partire dalla previdenza».

Damiano (Pd): Positiva manifestazione unitaria sindacati
«Le manifestazioni unitarie indette da Cgil, Cisl e Uil a sostegno della riforma delle pensioni rappresentano un fatto positivo. Registriamo, inoltre, una importante convergenza di contenuti per quanto riguarda il tema della flessibilità previdenziale». Lo dichiara Cesare Damiano (Pd), presidente della commissione lavoro della Camera.
«Esistono - spiega Damiano - alcune proposte di legge, dei partiti di maggioranza e di opposizione, già incardinate dalla commissione lavoro della Camera, che hanno l'obiettivo di consentire di andare in pensione, in modo flessibile, a partire dai 62 anni di età. Gli altri requisiti richiesti sono almeno 35 anni di contributi e l'8% massimo di penalizzazione. Per i lavoratori precoci la proposta è di poter uscire dal lavoro con 41 anni di contribuzione. Le proposte unitarie del sindacato, pur con alcune differenze, si muovono nella stessa direzione».
«Noi tutti - conclude Damiano - lavoreremo affinché nel 2016 il tema della flessibilità diventi centrale: si tratta di un impegno più volte promesso dallo stesso Matteo Renzi, che può favorire, con il ricambio del turnover, l'ingresso dei giovani nel mondo del lavoro».