13 luglio 2020
Aggiornato 16:30
L'economista amico di Varoufakis la pensa come Wolfgang Schauble

«Per Atene la scelta migliore è il Grexit»

Secondo James Kennett Galbraith l’accordo raggiunto tra Atene e i suoi creditori è “un bru­tale colpo di stato otte­nuto con metodi mafiosi”

ROMA – James Kenett Galbraith, economista di fama internazionale, nonché amico e consigliere dell’ex Ministro delle Finanze greche, Yanis Varoufakis, ha rilasciato un’intervista sull’evoluzione della crisi greca. E, contrariamente a quanto ci saremmo aspettati, lui e il Ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schauble, la pensano in maniera piuttosto simile...

La tesi di Galbraith
Come ricorderete, James è figlio del famoso economista e diplomatico John Kennet Galbraith. Ha fatto parte del Congresso degli Stati Uniti d’America ed è presidente degli «Economists for Peace and Security», un’associazione internazionale di economisti che si preoccupa di cercare soluzioni concrete ai problemi che affliggono l’economia e la società. Galbraith ritiene che il ritorno della politica economica keynesiana sarebbe il modo migliore per uscire dalla crisi internazionale, e attualmente insegna discipline economiche all’Università Lyndon Johnson del Texas, la stessa nella quale insegnava anche Yanis Varoufakis. Ha partecipato a diverse riunioni dell’Eurogruppo e sulla crisi greca ha un’opinione piuttosto chiara, che avevamo già riportato in un precedente articolo.

#ThisIsACoup
In estrema sintesi, l’economista sottolineava il fallimento economico delle politiche di austerità imposte alla Grecia dalla Troika, e la necessità di un loro superamento piuttosto radicale. Il 17 luglio scorso ha rilasciato un’altra intervista pubblicata oggi sul sito di sbilanciamoci.info, e la sua visione dei fatti è molto più vicina a quella del Ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schauble, di quanto ci saremmo mai aspettati. Secondo Galbraith l’accordo raggiunto tra Atene e i suoi creditori non è un accordo, ma «un bru­tale colpo di stato otte­nuto con metodi mafiosi». L’economista sottolinea l’evidenza dei fatti: Alexis Tsi­pras ha fir­mato solo per­ché si è tro­vato con un col­tello alla gola. La crisi di liquidità, le banche chiuse, gli ospedali senza più medicine, il popolo greco ridotto alla fame. Quali alternative aveva Syriza? «Den­tro l’eurozona, nes­suna. L’unica alter­na­tiva era l’uscita dall’euro.» E proprio il Grexit, secondo Galbraith era – ed è – l’unica strada percorribile per salvare la Grecia.

Varoufakis e Schaeuble: così lontani, così vicini
Una posizione molto vicina a quella del suo amico ed ex Ministro delle Finanze greco, Yanis Varoufakis, ma – inaspettatamente – anche a quella del Ministro tedesco Wolfgang Schauble. «È ovvio che un’uscita avrebbe dei costi signi­fi­ca­tivi. Ma se fossi un mem­bro del par­la­mento greco sarei al fianco di Varoufa­kis e vote­rei anch’io «no» a que­sto accordo», chiarisce Galbraith durante l’intervista. Una linea dura, condivisa da pochissimi in seno all’Eurogruppo. E ciò che sorprende di più è proprio il fatto che i due antagonisti politici più popolari della crisi greca - i due ministri delle finanze: quello greco e quello tedesco, appunto – alla fine convergano sul Grexit come l’unica soluzione plausibile. Costosa in termini sociali ed economici, ma inevitabile. Verrebbe da pensare – piuttosto scioccamente e banalmente - che gli opposti alla fine si toccano, ma dietro questo strano paradosso c’è molto di più. La triste, tristissima – ai nostri occhi – quanto universale constatazione del fallimento del progetto europeo, che - sebbene visto da fronti contrapposti – ci mostra sempre la stessa faccia. Se Yanis Varoufakis e Wolfgang Schauble concordano sul fatto che il Grexit sia la soluzione migliore per tutti, evidentemente è l’Europa ad aver perso, prima ancora che Alexis Tsipras o il popolo greco.