23 giugno 2017
Aggiornato 12:00
Dopo le rivolte nel Salento

Vendola: «Sono dalla parte degli agricoltori locali»

Le misure di eradicazione della Xylella fastidiosa, il batterio accusato di causare il disseccamento degli ulivi in Puglia, prevedono un'estirpazione degli alberi infetti solo nella zona del Nord Salento, e la distruzione generalizzata, o addirittura la «desertificazione» dell'intero Salento.

Bruxelles (askanews) - Le misure di eradicazione della Xylella fastidiosa, il batterio accusato di causare il disseccamento degli ulivi in Puglia, prevedono un'estirpazione degli alberi infetti solo nella zona del Nord Salento, e la distruzione generalizzata, o addirittura la «desertificazione» dell'intero Salento. Lo ha detto oggi a Bruxelles il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, durante un incontro con gli europarlamentari italiani e parlando poi alla stampa al termine della riunione.

In Puglia la rivolta degli agricoltori
Il timore di una distruzione generalizzata degli uliveti in tutte le zone in cui vi sono focolai della Xylella sta causando molta emozione e quasi una rivolta sociale da parte della società civile in Salento, con la gente che occupa gli uliveti in cui sono previste le estirpazioni, cercando di bloccare le motoseghe e le ruspe inviate dal commissario straordinario del governo per l'emergenza Xylella, Giuseppe Silletti. Dopo aver lamentato di essere vittima, con governo regionale, di "diffamazione e sospetti di ogni genere", Vendola ha spiegato che l'estirpazione degli ulivi «non è una scelta generalizzata: nessuno ha intenzione di eradicare massicciamente, se non nella zona di frontiera» fra il Nord del Salento e il resto della Puglia, per provare «a costruire una specie di barriera, una sorta di linea tagliafuoco, per impedire che la Xylella si espanda».Inoltre, ha precisato il governatore, anche nella zona di eradicazione saranno estirpate «solo le piante infette, e speriamo che l'operazione venga fatta nel giro di poche settimane».

Serve l'aiuto e la collaborazione dell'Ue
«Nello stemma della Regione Puglia c'è l'ulivo, ed è il nostro principale fattore identitario. La Puglia ha 60 milioni di piante di ulivo, di cui 4-5 milioni hanno vari secoli di vita. L'identità del paesaggio pugliese è soprattutto nel rapporto tra gli uliveti storici e il mare", ha sottolineato Vendola, osservando che «anche le reazioni più emotive sono comprensibili alla luce di questo fatto. Per questo chiediamo non di essere puniti per questo flagello, ma di essere aiutati a combatterlo».Secondo il governatore della Puglia - che ha criticato l'embargo unilaterale deciso dalla Francia sull'importazione dalla Puglia di 102 specie di piante vive, definendolo «un atto assolutamente sbagliato, precoce rispetto all'imminenza di una decisione comunitaria, che profuma di strumentalità e di voglia di guerra commerciale» - bisogna invece «costruire atteggiamenti di soliderietà europea su una vicenda che colpisce duramente un territorio e mette in pericolo un'intera economia del sistema- paese».E «immaginare anche forme di ristoro» per gli agricoltori locali che sono le prime vittime di questa vicenda.

I francesi non strumentalizzino la Xylella per una guerra commerciale
Sempre contro l'embargo francese, Vendola ha aggiunto: «Non so se c'è un qualche barlume di ragione per giustificare questa decisione incomprensibile, precoce e strumentale». Sfide inedite come le Xylella, dovute al cambiamento climatico e alla globalizzazione, vanno affrontate «non con la furbizia di chi proclama guerre commerciali all'interno dell'Ue, ma con spirito di solidarietà europea", ha aggiunto il presidente della Puglia, ricordando anche che «c'è un problema di vulnerabilità dell'Europa, delle sue frontiere", visto che la Xylella è arrivata quasi certamente con l'importazione di piante ornamentali dal Sud America, possibile con la globalizzazione. Vendola, infine, ha chiesto che vi sia un intervento Ue per il finanziamento delle attività di ricerca sulla Xylella.