15 luglio 2019
Aggiornato 22:00
Il deputato M5s: non servono all'agricoltura italiana

Bernini: Salvaguardiamo la biodiversità, no agli OGM

OGM o OGM FREE?​ L'opinione pubblica si spacca a riguardo, tra chi rincorre la scienza e chi sostiene il biologico. Il discorso, però, non è così banale. Il mondo scientifico sta ancora valutando la pericolosità per uomo e ambiente degli organismi geneticamente modificati, e, mentre l'Europa lascia scegliere agli Stati se adottare o meno gli OGM, l'M5S porta avanti la sua battaglia

ROMA - «L'Italia deve essere contraria agli OGM, perché gli OGM non servono all'agricoltura italiana, che è ricca di biodiversità, agraria e agroalimentare». Il deputato grillino Massimiliano Bernini, membro della Commissione Agricoltura, spiega la posizione del Movimento 5 Stelle rispetto alla questione dell'agricoltura OGM e illustra le motivazioni che dovrebbero portare l'Italia a rifiutare in toto gli organismi geneticamente modificati. 

IL PRICIPIO DI PRECAUZIONE - OGM o OGM FREE?​ L'opinione pubblica si spacca a riguardo, tra chi rincorre la scienza e chi sostiene il biologico. Il discorso, però, non è così banale. Come spiega Bernini, «Il mondo scientifico sta ancora valutando la pericolosità degli OGM per quanto riguarda la salute umana e la salute animale e per quanto riguarda la contaminazione ambientale. Anche la normativa europea ha deciso per una norma di precauzione, quindi, poiché non ci sono studi attendibili e ancora non si è avuto un verdetto sulla pericolosità o meno degli OGM, vale il principio di precauzione. Quindi evitiamo di introdurli. Alcuni Stati seguono questo criterio di precauzione, come l'Italia, altri Stati invece non lo fanno e coltivano tranquillamente OGM. Noi non ne facciamo una questione legata esclusivamente all'aspetto scientifico – visto che la ricerca non si è espressa ancora in maniera chiara sulla pericolosità o meno per l'ambiente e la salute – noi diciamo che non servono all'agricoltura italiana».

LA QUESTIONE DELLE IMPORTAZIONI OGM - Su Il Giornale, in un'intervista, Dario Bressanini, chimico presso il Dipartimento di Scienza e alta tecnologia dell'Università dell'Insubria a Como, difende la scelta OGM, sottolineando come l'atteggiamento del nostro Paese in merito sia piuttosto ambiguo. Il chimico afferma, infatti, che, sebbene in Italia non sia possibile coltivare OGM, questi vengono in realtà importati e utilizzati per la produzione di mangimi per animali, dai quali poi derivano la stragrande maggioranza dei nostri prodotti DOP. «È esatto – commenta l'onorevole Bernini –. Questo dato, purtroppo, è vero. Noi diciamo questo: se da una parte la battaglia, in qualche modo, è stata vinta, a livello nazionale, visto che l'Italia si è dichiarata contraria alla coltivazione degli organismi geneticamente modificati, purtroppo questi arrivano nel nostro Paese attraverso i mangimi. C'è da sottolineare, però, che, con la nuova PAC – politica agricola comunitaria – arriveranno dei fondi per promuovere il piano proteico nazionale. Quindi la produzione di soia nazionale, da destinare alla zootecnia, OGM free, senza OGM. Da questo punto di vista ci siamo mossi – non solo il Movimento 5 Stelle, ma insieme alle altre forze politiche – per inserire all'interno degli aiuti diretti che arrivano dall'Europa questo piano proteico. Questo per incentivare la produzione di soia no OGM in Italia, per contrastare la mangimistica che arriva dall'estero e che contiene organismi geneticamente modificati», sostiene il membro della Commissione agricoltura.

LE BATTAGLIE DI M5S - Diverse le battaglie che il Movimento 5 Stelle sta portando avanti, in Europa e in Italia, contro la coltivazione degli OGM. «Si sono mossi i nostri europarlamentari, a livello europeo, dichiarando apertamente, di essere contrari agli OGM – spiega Bernini –. A livello nazionale abbiamo portato avanti una serie di risoluzioni e atti in Commissione Agricoltura che sancissero proprio questa nostra opposizione agli OGM. Già nel 2013 abbiamo votato una mozione congiunta – quindi insieme a tutte le altre forze politiche – per dire no alla coltivazione degli OGM. Grazie a questa mozione il governo ha emanato il decreto ministeriale 12/07/2013 che per 18 mesi vietava la coltivazione del mais OGM, poi questo è scaduto, ma a gennaio di quest'anno è stato riproposto, quindi per altri 18 mesi vigerà questo divieto. Ecco, abbiamo appoggiato questa mozione congiunta, ma non solo. Anche in Commissione Agricoltura abbiamo sostenuto la nostra risoluzione che prevede l'inserimento in etichetta l'obbligo di riportare il contenuto di OGM con percentuali inferiori allo 0,09%. Inoltre abbiamo portato avanti una campagna, OGM Free, inviando a tutti i consigli comunali e regionali italiani, una bozza di mozione, comunale o regionale, attraverso la quale il consiglio comunale o regionale si dichiarava apertamente contro la coltivazione degli OGM».

ITALIA OGM FREE - È inflessibile la posizione del Movimento 5 Stelle in merito alla questione. Ciò che preme maggiormente il deputato è la salvaguardia della straordinaria varietà di colture di cui il nostro Paese si caratterizza. È proprio questa varietà a rigettare il principio dell'OGM che nasce a vantaggio delle monocolture. «L'Italia deve essere contraria agli OGM – sostiene con fermezza Bernini –, perché gli OGM non servono all'agricoltura italiana, che è ricca di biodiversità, agraria e agroalimentare. Lo dimostra il fatto che noi abbiamo ben 271 marchi di qualità DOP, IGP, STG. Noi dobbiamo valorizzare questa grande biodiversità, questa grande ricchezza di produzioni e coltivazioni, che poi diventano anche varietà alimentare, perché abbiamo una varietà di alimenti strepitosa che viene invidiata in tutto il mondo, oltre che imitata male. Gli OGM, invece, si adattano prevalentemente ad un regime monocolturale. Quindi a grandi estensioni di terreno coltivate tutte con la stessa coltura, con lo stesso organismo geneticamente modificato, e prevedono una dose massiccia di prodotti chimici. Quindi qualcosa che non ha nulla a che vedere con la sostenibilità ambientale. Noi, invece, promuoviamo la biodiversità agraria, attività agricole sostenibile con le rotazioni colturali, l'agricoltura biologica, la permacoltura. Questa è l'agricoltura del futuro per noi, non l'agricoltura chimica degli OGM», conclude il deputato del Movimento 5 Stelle.